COVID-19: come parlare ai bambini

 

Marzo 2020

Dott.ssa Alberta Xodo – psicoterapeuta, psicologa pediatrica

In questi giorni ricevo diverse telefonate e mail da parte dei genitori dei miei piccoli pazienti che mi chiedono come aiutare i loro figli a comprendere quanto sta accadendo loro; c’è chi vorrebbe raccontare ogni dettaglio, chi ha la televisione perennemente accesa sui canali informativi, chi ritiene più opportuno creare una dimensione giocosa come ne “La Vita e Bella”, chi aspetta che sia il bambino a fare domande.

Siete tutti bravissimi! Avete fatto del vostro meglio e creato situazioni molto protettive attorno ai vostri bambini. Tuttavia, talvolta si possono fare degli errori non conoscendo come i bambini interpretano le malattie e quali sono le migliori modalità di comunicazione con loro; di seguito dunque vi propongo alcune indicazioni, certamente non esaustive, per aiutarvi a gestire ancora meglio questa delicata fase.

Partiamo da tre considerazioni fondamentali:

  1. La mediazione da parte dell’adulto permette al bambino di non essere lasciato solo nell’elaborazione delle informazioni, che rischierebbero di essere lette solo attraverso schemi interpretativi tipici dell’età e dello stadio evolutivo, se non di stadi precedenti, in virtù di comprensibili schemi regressivi.
  2. Se un bambino non possiede informazioni sufficienti per leggere la realtà ricorrerà a fantasie o ricordi pregressi, con il rischio di immaginare scenari molto più spaventosi di quanto lo siano in realtà.
  3. I bambini piccoli, inoltre, faticano ad inserire gli eventi all’interno di continuum temporali, in particolare quando non possono essere date loro delle certezze rispetto alla transitorietà degli eventi e alla loro evoluzione e termine.

E’ necessario dunque che tutta la comunità educativa si prenda carico di questa fase, permettendo a bambine e bambini di accedere a delle informazioni concrete, rispettose e comunicate attraverso atteggiamenti non catastrofici. Spesso pensiamo che i bambini non possano capire o che soffrirebbero troppo. In realtà bambine e bambini sanno molto più di quello che immaginiamo ma non si sentono autorizzati ad esprimerlo se non è l’adulto per primo a porsi in una dimensione di ascolto.

Come sostenere la comunicazione tra adulti e bambini:

  1. Ascoltare e dare spazio ai vissuti emotivi senza minimizzare né allarmarsi. In una fase di emergenza bambine e bambini possono presentare diversi sintomi per esprimere preoccupazione, sofferenza e senso di smarrimento: disturbi somatici (mal di pancia, mal di testa ecc.), regressioni (desiderio di dormire nel lettone, enuresi ecc.) capricci e irritabilità, ma anche comportamenti apparentemente noncuranti, che spesso sono volti a proteggere adulti preoccupati. Un bambino che manifesta dei sintomi o un comportamento differente da quello al quale siamo abituati è un bambino che va accolto e ascoltato, mai punito!  
  2. Coinvolgere i bambini mettendoli al centro di comunicazioni comprensibili: i bambini in questi giorni sono stati malamente esposti a diverse informazioni dirette (es. ascolto di telegiornali e radio) o indirette (conversazioni tra adulti); è opportuno che gli adulti proteggano i bambini da queste comunicazioni i cui toni hanno allarmato noi per primi! Può essere utile chiedere ai propri figli e figlie cos’hanno capito e – a partire dalle loro stesse considerazioni – dare delle informazioni concrete, adattando il linguaggio all’età e alla capacità di comprensione. Bastano pochi minuti per essere efficaci e rassicuranti.
  3. Non mentire. I bambini – come gli adulti – percepiscono quando una persona a cui vogliono bene dice loro una cosa pensandone un’altra. In queste occasioni il senso di smarrimento è tale da poter diventare pervasivo, e generare sfiducia negli adulti, anche in fasi successive.
  4. Chiedere ai bambini che cosa vorrebbero sapere. Questo passaggio è molto importante poiché permette di ridefinire le idee irrazionali: a seconda dell’età bambine e bambini possono mostrare idee differenti sulle cause delle malattie, sulla trasmissione e sulla guarigione, alcune delle quali particolarmente pericolose per lo sviluppo se non vengono intercettate (es. “mi ammalerò perché sono un bambino disobbediente”). Non abbiate paura di intervenire su questi vissuti, né di ammettere onestamente che certe informazioni non le conoscete e che proverete ad informarvi: bambine e bambini non hanno bisogno di genitori esperti virologi, ma genitori che siano disponibili a fare da filtro per loro rispetto ad una realtà troppo incerta e spaventosa.
  5. Promuovere il mantenimento delle routine: bambine e bambini si sentono rassicurati dalle routine, perché danno loro un senso di continuità rispetto alla propria biografia. Coinvolgeteli nel creare assieme l’organizzazione della loro giornata che deve sempre prevedere delle fasi: ad esempio dedicarsi all’apprendimento durante la mattinata, sia scolastico (fare i compiti, leggere un libro ecc.) sia di attività manuali. Mantenere attivo il corpo attraverso degli esercizi o facendo delle piccole passeggiate che permettono di mantenere il contatto con la natura secondo le disposizioni attualmente in vigore. I bambini non hanno sempre la capacità di pensare a delle attività compensative come facciamo noi adulti, per questo è importante proporgliele e farle assieme a loro.
  6. Promuovere l’aderenza alle prescrizioni: assicuriamoci che bambine e bambini seguano le indicazioni date dagli esperti (lavarsi le mani, starnutire sulla piega del gomito ecc.). Per quanto possa spaventarci la loro distrazione o le (più o meno inconsapevoli) dimenticanze, non sgridiamoli! Opporsi alle disposizioni potrebbe essere un modo per manifestare la negazione della loro paura. Il nostro esempio funziona sempre, così come le lodi e gli incoraggiamenti. Laviamoci tutti assieme le mani rassicurandoli sul fatto che non serve farlo in continuazione. Chiediamo loro di corregerci quando siamo noi per primi a dimenticarci di fare attenzione. Creiamo anche in questo caso delle routine e dei giochi per facilitare l’aderenza.
  7. Rassicurarli quando andate al lavoro: qualsiasi sia la vostra occupazione, bambine e bambini devono sapere che voi state uscendo di casa in modo sicuro e che starete attenti durante la giornata seguendo le prescrizioni che vi sono state indicate. Non è difficile immaginare che bambini delle elementari potrebbero pensare che il virus sia ovunque e che i genitori siano esposti ad indicibile pericolo uscendo semplicemente dal contesto domestico che – anche simbolicamente – è vissuto come l’ambito maggiormente protettivo.  
  8. Non rinunciare mai alla funzione genitoriale. E’ normale se in questa fase vi sentite più disponibili ad accettare compromessi e a “lasciar passare” regole che prima erano considerate non negoziabili. Benchè questo atteggiamento sia comprensibile può essere anche destabilizzante per i vostri bambini che potrebbero avere la sensazione che anche i genitori siano diventati strani e non leggibili. Per dirla con le parole di un piccolo paziente “se mia mamma mi fa giocare con la playstation per due ore consecutive significa che la situazione è più grave di quanto mi stiano raccontando”.

Promuovere il senso di comunità e di protezione: bambine e bambini hanno bisogno di sapere che non sono soli! Spieghiamo loro che i medici, gli infermieri, e le istituzioni stanno facendo tutto quello che è in loro potere per proteggerci e che anche noi possiamo fare la nostra parte. Sapere che un’intera comunità è coinvolta ed alleata permette ai bambini di sentirsi protagonisti e generatori di salute, un’eredità psicologica che li potrà proteggere anche in altri momenti di crisi. Può essere molto utile ancorare il senso di protezione ad episodi ed esperienze precedenti, che fanno parte della propria biografia o di quella del bambino: raccontate loro di quella volta in cui eravate piccoli e i medici sono intervenuti per guarirvi, o di quando avete chiamato il pediatra che ha trovato la soluzione giusta, o di quell’infermiere così in gamba che faceva i prelievi senza far soffrire e che si scusava quando non ci riusciva. Nell’esperienza di ciascuno di noi c’è la protezione, è il momento di condividerla!

Emergenza coronavirus COVID-19

informazioni utili

Cosa vuol dire coronavirus?

I coronavirus (CoV) sono un'ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie più serie

Cos'è il COVID-19

un nuovo ceppo di coronavirus mai identificato prima nell'uomo. Il virus è associato a un focolaio di casi di polmonite registrati a partire dal 31 dicembre 2019 nella città di Wuhan, nella Cina centrale. L'11 febbraio, l'OMS ha annunciato che la malattia respiratoria causata dal nuovo coronavirus è stata chiamata COVID-19 (COrona VIrus Disease - 19 anno in cui è stato isolato)

Quali sono i sintomi?

I sintomi più comuni di un'infezione da coronavirus nell'uomo includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. In particolare:

I coronavirus umani comuni di solito causano malattie del tratto respiratorio superiore da lievi a moderate, come il comune raffreddore, che durano per un breve periodo di tempo. I sintomi possono includere:

  • naso che cola
  • mal di testa
  • tosse
  • gola infiammata
  • febbre
  • una sensazione generale di malessere.

I coronavirus umani a volte possono causare malattie del tratto respiratorio inferiore, come polmonite o bronchite. Questo è più comune nelle persone con preesistenti patologie croniche dell'apparato cardio-vascolare e/o respiratorio, e soggetti con un sistema immunitario indebolito, nei neonati e negli anziani.

Come prevenire il contagio

Il Ministero della Salute ha istituito una task force che ha dato indicazioni molto chiare su cosa fare per prevenire il contagio.

Alcune semplici raccomandazioni

Dieci comportameni da seguire

Come lavarsi le mani...

Consigli per la cura degli ambienti

Garantire un'areazione degli ambienti, di una regolare e adeguata pulizia e porre particolare attenzione alle superfici soggette a contatti frequenti

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Cosa fare in caso di sintomi

In presenza di sintomi influenzali o problemi respiratori il primo passo è chiamare il proprio medico o pediatra che spiegherà cosa fare, se si riscontrano difficoltà a mettersi in contatto, chiamare il numero verde dedicato della propria Regione, oppure il 112 attivato dal Ministero dellaSalute e non andare direttamente in pronto soccorso.

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Il primo passo: contrastare il contagio

#IoRestoaCasa

Limitare i contatti con l'esterno: un piccolo sacrificio, una misura estrema ma necessaria per la prevenzione, fino a quando non ci sarà un vaccino e una terapia.

Da alcune zone nazionali considerate zone rosse, arancio o verde a seconda del numero delle persone contagiate dal virus, il 10 marzo tutto il territorio nazionale è stato considerato a rischio ed è stato emanato un decreto che richiede a tutti i cittadini di restare a casa, evitare contatti, e muoversi solo in occasioni di reale necessità e urgenza.

Il Ministero ha messo a disposizione dei cittadini un portale che viene costantemente aggiornato con informazioni sulle misure adottate:

http://www.governo.it/it/articolo/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti-sulle-misure-adottate-dal-governo/14278

20200312 Covid19 07 Locandina

Attualmente questo limite alla mobilità è imposto fino al 3 aprile.

Clickare sul documento per scaricarlo

Tutti i cittadini che hanno necessità di muoversi devono compilare un'autocertificazione che dichiara i motivi della mobilità. Motivazioni che possono essere verificate e nel caso generare sanzioni.

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Indicazioni per l'isolamento e assistenza sanitaria

L'isolamento fiduciario di casi di COVID-19 e di contatti è una misura di salute pubblica molto importante che viene effettuata per evitare l'insorgenza di ulteriori casi secondari dovuti a trasmissione del virus e per evitare di sovraccaricare il sistema ospedaliero. Le tipologie di soggetti che devono essere messi in isolamento domiciliare per 14 giorni e sono monitorati al domicilio (o in struttura dedicata in caso di domicilio inadeguato) sono:

    • Contatti stretti di caso (v. definizione C.M. 6360 del 27/2) o Contatti asintomatici, (a cui non è necessario effettuare il test): isolamento fino a 14giorni dall'ultimo contatto con il caso (quarantena);
    • Contatti paucisintomatici (ILI) a cui va eseguito il test; in caso di risultato positivo: isolamento fino a negativizzazione del test e scomparsa dei sintomi;
    • Contatti paucisintomatici (ILI) a cui va eseguito il test; in caso di risultato negativo: isolamento fino a 14 giorni dall'ultimo contatto con il caso.
    • Pazienti che vengono dimessi dall'ospedale clinicamente guariti,ancora COVID-19 positivi.

Tratto dal Documento gruppo di lavoro ISS (09) che viene costantemente aggiornato https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/pdf/rapporto-covid-19-1-2020.pdf

AIFA ha emanato misure transitorie relative alla proroga dei piani terapeutici per il contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19

https://www.aifa.gov.it/-/misure-transitorie-relative-alla-proroga-dei-piani-terapeutici-aifa-in-tema-di-contenimento-e-gestione-dell-emergenza-epidemiologica-da-covid-19

Cosa si intende per contatto stretto

Questa la definizione di "contatto stretto" potenzialmente a rischio di contrazione virus

CORONAVIRUS – Contatto Stretto

Si definisce contatto stretto di un caso possibile o confermato:
• una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19
• una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (es. stretta di mano)
• una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (es. toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)
• una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e per più di 15 minuti
• una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (es. aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri
• un operatore sanitario od altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID19, oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei
• una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti, in qualsiasi direzione, di un caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove il caso indice era seduto (se il caso indice ha una sintomatologia grave o ha effettuato spostamenti all’interno dell’aereo, sono da considerare come contatti stretti tutti i passeggeri seduti nella stessa sezione dell’aereo o in tutto l’aereo).

Le mascherine sono utili a proteggersi dal contagio?

In generale non sono necessarie per le persone che non hanno sintomi di malattie respiratorie. Può essere utile in presenza di sintomi come tosse o difficoltà respiratorie; nel caso di assistenza a persone con malattie respiratorie; per gli operatori sanitari.

20200312 Covid19 11 mascherina

FARMACIA A CASA

Le farmacie associate a Federfarma offrono un servizio di consegna gratuita di farmaci al domicilio, chiamando il numero verde 800 189 521 . Il servizio è rivolto a quei casi non urgenti ed è riservato esclusivamente alle persone che sono impossibilitate a recarsi in farmacia, per disabilità o gravi malattie, e non possono delegare altri soggetti. Per accedere al servizio, bisogna chiamare il numero verde attivo nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17.30.

Il servizio è attivo per le farmacie che hanno aderito all'iniziativa, alla quale non partecipano le farmacie comunali. Al momento il servizio non è attivo nelle province di Cuneo e Genova.

https://www.agensir.it/quotidiano/2020/3/10/coronavirus-covid-19-federfarma-consegna-gratuita-dei-farmaci-a-domicilio/

PER INFORMAZIONI GENERALI il Ministero della Salute ha attivato un numero di pubblica utilità

1500

7 giorni su 7, dalle 8 alle 20

 

OGNI REGIONE HA ATTIVATO un Servizio di Numero Verde per informazioni, da contattare se si riscontrano sintomi quali febbre, tosse,mal di gola, difficoltà respiratoria

Ricordiamo che il primo contatto dovrà essere fatto con il proprio medico o pediatra che sarà in grado di dare le indicazioni più appropriate, se questo non è raggiungibile, contattare il Numero Verde della propria regione.

E' stato messo a disposizione anche il Numero 112 da contattare se si riscontrano sintomi e non si trova contatto con il proprio medico o pediatra, né si riesce a contattare il numero verde regionale

SOLO PER CHI RISCONTRA SINTOMI chiamare il 112

 

REGIONE VALLE D’AOSTA 800 122 121

REGIONE Piemonte:

800 192 020 A questo numero si forniscono informazioni di tipo sanitario.

800 333 444 Per informazioni di carattere NON SANITARIO

REGIONE LOMBARDIA numero verde 800 894 545

REGIONE TRENTINO

800 867 388 Provincia Autonoma di Trento

800 751 751 Provincia Autonoma di Bolzano

REGIONE VENETO 800 462 340

REGIONE FRIULI 800 500 300

REGIONE LIGURIA 800 445 445

REGIONE EMILIA ROMAGNA 800 033 033

REGIONE TOSCANA

800 556 060, opzione 1,

800 579 579 con servizio di interpretariato, anche in cinese,

e la casella di posta dedicata a chi rientra dalla Cina: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

REGIONE UMBRIA 800 636 363

REGIONE MARCHE 800 936 677

Regione LAZIO 800 118 800

REGIONE ABRUZZO

118 per l'Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila

800 860 146 per l'Asl Lanciano-Vasto-Chieti

333 616 2872 e 118 Asl Pescara

800 090 147 e 0861 199 2600 Asl Teramo

REGIONE CAMPANIA  800 909 699

REGIONE BASILICATA  800 996 688

REGIONE PUGLIA 800 713 931

REGIONE CALABRIA 800 767 676

REGIONE SICILIA 800 458 787

REGIONE SARDEGNA 800 311 377

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Novel Coronavirus outbreak: update and information for healthcare professionals

Ecco il comunicato diffuso da ERS (European Respiratory Society) tradotto dal sito:

Cos’è il nuovo coronavirus?

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) descrive i coronavirus come una grande famiglia di virus che può causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Il nuovo ceppo del 2019 coronavirus, o "2019-nCoV", è un nuovo ceppo che non è stato identificato prima nell'uomo.

Riepilogo delle epidemie: dove, quando e possibile fonte.

Il 31 dicembre 2019, l'OMS è stata informata di diversi casi di polmonite virale di causa sconosciuta rilevata nella città di Wuhan, in Cina. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) riferisce che i pazienti 2019-nCoV hanno mostrato sintomi come febbre e dispnea. Secondo l'ECDC, la maggior parte dei casi del 2019-nCoV aveva un legame epidemiologico con il mercato della città di pesce della Cina meridionale di Wuhan, che è un mercato all'ingrosso di frutti di mare e animali vivi.

Dall'epidemia, casi di 2019-nCoV sono stati segnalati altrove in Cina e in altri 11 paesi in tutto il mondo, comprese le regioni di Asia, Europa, Nord America e Australia. ERS raccomanda di consultare i rapporti sulla situazione dell'OMS per gli ultimi aggiornamenti sui numeri dei casi confermati e sui decessi 2019-nCoV e per informazioni sulla diffusione geografica di 2019-nCoV.

Come viene trasmesso il virus?

L'OMS riferisce che la trasmissione da uomo a uomo si sta verificando con una stima preliminare di R0 di 1,4-2,5.

Le stime attuali del periodo di incubazione del virus vanno da 2 a 10 giorni, ma per confermare ciò sono necessarie ulteriori informazioni sulla modalità di trasmissione. Gli esperti non sono ancora chiari sul fatto che la trasmissione possa avvenire da individui asintomatici o durante il periodo di incubazione.

L'OMS offre raccomandazioni standard per prevenire la diffusione del coronavirus, incluso il lavaggio regolare delle mani, la copertura della bocca e del naso quando si tossisce e starnutisce e cuocere a fondo carne e uova. Ove possibile, l'OMS consiglia di evitare il contatto ravvicinato con le persone che presentano sintomi di malattie respiratorie, tra cui tosse e starnuti.

Qual è il rischio di casi nella regione europea?

Il primo laboratorio ha confermato i casi di 2019-nCoV in Europa, segnalati dalle autorità sanitarie francesi il 24 gennaio 2020. Le autorità hanno confermato tre casi noti di virus in Francia, e l'ECDC afferma che non sono inaspettati sulla base di recenti sviluppi.

Il 28 gennaio 2020, è stato riferito che le autorità sanitarie tedesche hanno confermato il primo caso del 2019-nCoV nel paese, causato dalla trasmissione da uomo a uomo. Il paziente non aveva visitato la Cina, ma si ritiene che abbia preso il virus a causa del contatto con un collega che aveva recentemente viaggiato a Wuhan.

L'ECDC raccomanda che il rischio di:

  • L'infezione per i cittadini UE / SEE che risiedono o visitano Wuhan è moderata
  • L'importazione dei casi nei paesi UE / SEE è moderata
  • I casi nell'UE che risultano in casi secondari all'interno dell'UE / SEE sono bassi

Leggi l'ultimo rapporto sui rischi dell'ECDC per ulteriori informazioni.

Nell'UE, PREPARE ha contattato siti clinici e laboratori diagnostici per assicurarsi che siano pronti e i ricercatori stanno attualmente sviluppando un protocollo clinico che può essere implementato rapidamente nel caso in cui vengano segnalati casi di 2019-nCoV nella regione. Leggi il rapporto PREPARE completo per ulteriori informazioni sulla modalità di risposta alle epidemie e sui passaggi successivi.

Consigli per gli operatori sanitari

L'OMS riferisce che i segni comuni di infezione da coronavirus comprendono sintomi respiratori, febbre, tosse, respiro corto e difficoltà respiratorie.

Come per la SARS e la MERS, quando si tratta di casi sospetti 2019-nCoV, gli operatori sanitari dovrebbero seguire le precauzioni aeree CDC e indossare maschere respiratorie (N95 o superiore) durante l'intubazione e quando entrano in una stanza a pressione negativa.

L'ECDC ha sviluppato linee guida per supportare gli Stati membri dell'UE e del SEE nei test sugli individui per 2019-nCoV, che copre i criteri epidemiologici e clinici che dovrebbero indurre test di laboratorio su casi sospetti di 2019-nCoV. I criteri includono:

Criteri epidemiologici/Criteri clinici:

Qualsiasi persona con anamnesi di viaggio nella città di Wuhan, in Cina, 14 giorni prima dell'inizio della malattia Qualsiasi persona con sintomi clinici compatibili con grave infezione respiratoria acuta in cerca di assistenza sanitaria o ricoverata in ospedale con evidenza clinica o radiologica di polmonite

(oppure) Qualsiasi persona che è in stretto contatto con un caso confermato in laboratorio di 2019-nCoV nei 14 giorni precedenti l'insorgenza della malattia (oppure) Qualsiasi persona con febbre o storia recente di febbre (> = 38 ° C) e respiratorio acuto infezione (insorgenza improvvisa di infezione respiratoria con uno o più dei seguenti sintomi: respiro corto, tosse o mal di gola)

  • Visita la pagina web dell'ECDC per linee guida complete e informazioni sui test degli individui per il nuovo coronavirus / 2019-nCoV

L'ECDC consiglia inoltre che l'infezione con 2019-nCoV debba essere immediatamente segnalata al sistema di allarme rapido e di risposta (EWRS) in conformità alla decisione n. 1082/2013 sulle gravi minacce transfrontaliere alla salute e al sistema IHR in ac in accordo con le norme sanitarie internazionali 2005 (IHR).

Ulteriori informazioni (in inglese):

CRC 10° Rapporto di monitoraggio sui Diritti dell'Infanzia e Adolescenza

Come ogni anno è stato pubblicato il 10° Rapporto di Monitoraggio della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza alla cui redazione ha contribuito anche la federazione, come ogni anno dal 2004, insieme ad un network di associazioni che oggi conta 100 aadesioni unite per migliorare l’attuazione della CRC  - Convention on the Rights of the Child - nel nostro Paese.

Il Rapporto è stato presentato il 4 dicembre presso la Sala dell’Istituto S. Maria in Aquiro del Senato della Repubblica alla presenza della Ministra per le pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti e dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Filomena Albano, e alcuni parlamentari della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza.

 

È possibile scaricare il rapporto anche su www.gruppocrc.net.

Il Numero Verde di FederAsma e Allergie è attivo per Pazienti e famigliari.

Se hai una richiesta scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
un gruppo di medici e altri professionisti volontari saranno a tua disposizione per aiutarti

puoi contattarci anche telefonando:
Numero Verde
dal lunedì al venerdì
dalle 9:00 alle 13:00

 

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