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Asma Grave
Dal 1999, quando l'asma è stata riconosciuta come malattia cronica e invalidante, grazie all'impegno compatto della nostra Federazione con il supporto della Comunità Scientifica, molti passi avanti sono stati fatti nella ricerca clinica che soprattutto negli ultimi dieci anni ha conseguito grandi risultati che permettono oggi una maggiore personalizzazione e precisione delle cure per l'asma. 
Le evidenze di oggi e le terapie disponibili richiedono oggi interventi per una maggior tutela dei pazienti, prevedendo percorsi adeguati in particolare per i pazienti con asma grave che oggi hanno numerose terapie disponibili cui troppo spesso non hanno possibilità di accesso.
Abbiamo redatto questo documento riassuntivo della posizione condivisa all'interno della nostra rete, partendo come riferimento scientifico dalle Linee Guida GINA (Global Initiative for Asthma), le linee guida per la diagnosi e trattamento dell'asma che rappresentano la fonte più autorevole, diffusa, applicata e che viene aggiornata annualmente da un panel di Specialisti.

SOS Allergie

BONUS ASMA?

Il tanto pubblicizzato BONUS ASMA, in realtà non è altro che la pensione di invalidità che viene corrisposto da quando l’asma (D.M. n. 329/1999) è stata riconosciuta come malattia cronica invalidante alle persone che abbiano un determinato requisito reddituale.
La pensione di invalidità civile, disciplinata dall’art. 12 della L. n. 118/1971, è una prestazione economica riconosciuta ai soggetti che per cause di salute non possono lavorare. In questi casi, infatti, si ha una totale inabilità lavorativa, ossia una invalidità pari al 100%.
Possono farne richiesta tutti i soggetti che abbiano un’età anagrafica compresa tra i 18 anni e i 67 anni. Il limite dell’età anagrafica è dettato dal fatto che, per l’anno, 2021, la pensione di vecchiaia è raggiungibile proprio alla maturazione del 67esimo anno. Per avere diritto al beneficio economico, non si tiene conto della vita lavorativa, nel senso che non bisogna maturare un numero minimo di contributi, poiché l’erogazione dell’assegno è appunto slegato da tale condizione. Per l’anno 2021 la pensione di invalidità è pari a 287,09 euro (nel 2020 era pari a 286,81 euro) ed è concessa per 13 mensilità per un valore annuo di 3.732,17 euro. Esso decorre dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda per l’accertamento dell’inabilità. La prestazione non è reversibile ai superstiti.
Il limite di reddito personale annuo che consente di aver diritto alla prestazione è pari a 4.931,29 euro per lo stesso anno. Per ottenere il riconoscimento alla pensione di inabilità è necessaria una percentuale di inabilità pari al 100%. Il che equivale a dire che il paziente presenta un’infermità fisica e/o psichica talmente grave da limitare totalmente lo svolgimento di semplici mansioni. Diverso il caso di chi presenta una compromissione del funzionamento psicofisico parziale e con una percentuale di inabilità tra il 74% e il 99%. Per questi pazienti esiste la possibilità di ricevere assegni di assistenza che al raggiungimento dell’età di 67 anni si indicano come assegni sociali sostitutivi.

Asma ed altre malattie respiratorie croniche

Di per sé le forme più lievi di asma e di difficoltà respiratoria non conferiscono il diritto all’assegno di invalidità. Ciò perché stando alle tabelle INPS relative agli stati invalidanti all’asma di tipo estrinseco allergico e intrinseco corrisponde una percentuale massima del 35%. Ne consegue che il diritto all’assegno di invalidità scatta in presenza di comorbilità.
Ciò accade quando due o più patologie coesistono e determinano un sensibile peggioramento delle condizioni di salute del paziente. Si pensi al paziente che soffre di disturbo asmatico e insieme di broncopneumopatia cronica o di tipo ostruttivo. In quel caso l’INPS riconosce un punteggio di inabilità più alto e arriva al 45% in presenza di bronchite asmatica permanente. Laddove invece il paziente presenta una broncopneumopatia asmatica grave matura il diritto ad una percentuale di invalidità che va dal 71% all’80%. In presenza di broncopneumopatia asmatica severa invece il punteggio di inabilità può variare dall’81% al 90%. Il beneficio INPS scatta dunque allorquando l’asma si associa ad altre patologie respiratorie e, nello specifico, quelle appena individuate.


A cura della
Dott.ssa Maria Teresa Laieta

medico del lavoro

Ci troviamo a dare una notizia che non avremmo mai voluto comunicare. Oggi ci ha lasciati Carlo Filippo Tesi, presidente di ATA onlus, Associazione Toscana Asmatici Allergici "Lapo Tesi", già presidente di Federasma e Allergie e nell’ultimo anno Presidente dell’Associazione AsmaGrave.
Ci ha lasciato oggi, dopo una battaglia che negli ultimi mesi l’ha tenuto suo malgrado lontano da noi, ma sempre presente con il suo affetto e supporto. Lo abbiamo salutato tutti la vigilia di Natale e speravamo nella sua presenza alla prossima assemblea.
Purtroppo non ce l'ha fatta.
Tantissime le persone che hanno conosciuto il suo impegno straordinario per combattere l’asma e le malattie allergiche, sostenere e promuovere ogni azione in favore dei pazienti e delle loro famiglie; un impegno che ha messo a servizio della nostra federazione perché nessuno più dovesse vivere il dolore che avevano affrontato lui e la sua famiglia.
Gli dobbiamo tutti tantissimo e porteremo il suo impegno e i suoi insegnamenti nel nostro cammino.
Ci stringiamo in un abbraccio affettuoso a Carla, alla famiglia e a tutti i suoi numerosi amici.
Buon viaggio, Filippo!
Filippo Tesi - 1945-2021
30 aprile 2021

La fragilità ossea interessa molte persone con malattie respiratorie e malattie allergiche. Federasma e Allergie aderisce all'OFF- Osservatorio Fratture Da Fragilità 

il 15 Giugno 2021 in modalità WEB dalle ore 10:30 alle 13:00 si terrà un evento per parlarne con esperti.

Agenda 15 giugno OFF

 

BPCO - ISTRUZIONI PER L'USO
Buone pratiche per persone con bpco e i loro famigliari, ai tempi del covid19
Nel marzo 2020, tutta la nostra comunità si è trovata a dover affrontare il covid-19 catapultati in una situazione sconosciuta e uno scenario di profonda incertezza.  
Quando parliamo di malattie non trasmissibili, la BPCO- broncopneumopatia cronica ostruttiva è una malattia che secondo l'OMS rappresenta la terza causa di morte dopo infarto e ictus. E' una malattia fortemente invalidante che vede una diffusione in aumento crescente, e il cui sviluppo, in buona parte, è da ricercare nell'esposizione a fattori di rischio come la qualità dell'aria, il fumo di tabacco, altri inquinanti.
Nel contesto sociale profondamente mutato, dovuto alle misure di prevenzione dal contagio, anche la convivenza, il rapporto con gli altri, compreso il rapporto di cura, è stato vissuto come possibile fonte di pericolo.
In questo contesto la Fondazione ISTUD ha realizzato un progetto, al quale abbiamo partecipato, con il quale si mira a far emergere i bisogni e dare delle indicazioni ai pazienti con bpco.
 
Il manuale contiene informazioni relative sia alla BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva) e a come prevenire e curare tale condizione, sia al COVID-19 e a come vivere al meglio questa emergenza sanitaria, in particolare per chi soffre di questa patologia respiratoria cronica.
 
 

 

20210402 documentoSIAIP

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