COVID-19: Gazzetta Ufficiale 17/03/2020

17 marzo 2020 - CoViD-19 - E' stato pubblicato in edizione straiordinaria la Gazzetta Ufficiale che contiene il DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18:
Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00034).

Per renderne più fruibile la consultazione abbiamo estrapolato alcuni articoli di particolare interesse per le Associazioni che sostengono i pazienti.

Qui trovate il testo completo della Gazzetta ufficiale e degli articoli che abbiamo segnalato.

Gazzetta Ufficiale, ed. straordinaria 17/03/2020

COVID -19 - DLG 18 - Art. 022 cassa intergazione in deroga
COVID -19 - DLG 18 - Art. 024/39 legge 104 permessi retributivi
COVID -19 - DLG 18 - Art. 026 sorveglianza attivita lavoratori
COVID -19 - DLG 18 - Art. 027 indennità
COVID -19 - DLG 18 - Art. 034 INPS e INAIL
COVID -19 - DLG 18 - Art. 035 disposizioni terzo settore
COVID -19 - DLG 18 - Art. 046 sospensione licenzamenti
COVID -19 - DLG 18 - Art. 063 premio dipendenti
COVID -19 - DLG 18 - Art. 108 servizio postale

Ringraziamo EpaC e le "Associazioni in rete" per il lavoro di documentazione ed informazione su questo argomento.

COVID-19: Protocollo condiviso

14 marzo 2020 - CoViD-19 - E' stato pubblicato il documento, tenuto conto di quanto emanato dal Ministero della Salute, che contiene linee guida condivise tra le Parti per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio, ovverosia Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro. La prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione.

 

Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto

e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro

Oggi, sabato 14 marzo 2020, è stato sottoscritto il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.

Il Protocollo è stato sottoscritto su invito del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell’economia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro della salute, che hanno promosso l’incontro tra le parti sociali, in attuazione della misura, contenuta all’articolo 1, comma primo, numero 9), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, che - in relazione alle attività professionali e alle attività produttive - raccomanda intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.

Il Governo favorisce, per quanto di sua competenza, la piena attuazione del Protocollo.

Premessa: Il documento, tenuto conto di quanto emanato dal Ministero della Salute, contiene linee guida condivise tra le Parti per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio, ovverosia Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro.

La prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione.

Pertanto le Parti convengono sin da ora il possibile ricorso agli ammortizzatori sociali, con la conseguente riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, al fine di permettere alle imprese di tutti i settori di applicare tali misure e la conseguente messa in sicurezza del luogo di lavoro.

Unitamente alla possibilità per l’azienda di ricorrere al lavoro agile e gli ammortizzatori sociali, soluzioni organizzative straordinarie, le parti intendono favorire il contrasto e il contenimento della diffusione del virus.

È obiettivo prioritario coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative.

Nell’ambito di tale obiettivo, si può prevedere anche la riduzione o la sospensione temporanea delle attività.

In questa prospettiva potranno risultare utili, per la rarefazione delle presenze dentro i luoghi di lavoro, le misure urgenti che il Governo intende adottare, in particolare in tema di ammortizzatori sociali per tutto il territorio nazionale.

Ferma la necessità di dover adottare rapidamente un Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus che preveda procedure e regole di condotta, va favorito il confronto preventivo con le rappresentanze sindacali presenti nei luoghi di lavoro, e per le piccole imprese le rappresentanze territoriali come previsto dagli accordi interconfederali, affinché ogni misura adottata possa essere condivisa e resa più efficace dal contributo di esperienza delle persone che lavorano, in particolare degli RLS e degli RLST, tenendo conto della specificità di ogni singola realtà produttiva e delle situazioni territoriali.

PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAMENTAZIONE PER IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL COVID – 19

L’obiettivo del presente protocollo condiviso di regolamentazione è fornire indicazioni operative finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19.

Il COVID-19 rappresenta un rischio biologico generico, per il quale occorre adottare misure uguali per tutta la popolazione. Il presente protocollo contiene, quindi, misure che seguono la logica della precauzione e seguono e attuano le prescrizioni del legislatore e le indicazioni dell’Autorità sanitaria.

Fatti salvi tutti gli obblighi previsti dalle disposizioni emanate per il contenimento del COVID-19 e premesso che il DPCM dell’11 marzo 2020 prevede l’osservanza fino al 25 marzo 2020 di misure restrittive nell’intero territorio nazionale, specifiche per il contenimento del COVID – 19 e che per le attività di produzione tali misure raccomandano:

  • sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
  • siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
  • siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
  • assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
  • siano incentivate le operazioni di sanificazione nei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;
  • per le sole attività produttive si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni;
  • si favoriscono, limitatamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali;
  • per tutte le attività non sospese si invita al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile si stabilisce che le imprese adottano il presente protocollo di regolamentazione all’interno dei propri luoghi di lavoro, oltre a quanto previsto dal suddetto decreto, applicano le ulteriori misure di precauzione di seguito elencate - da integrare con altre equivalenti o più incisive secondo le peculiarità della propria organizzazione, previa consultazione delle rappresentanze sindacali aziendali - per tutelare la salute delle persone presenti all’interno dell’azienda e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro.

1-INFORMAZIONE

L’azienda, attraverso le modalità più idonee ed efficaci, informa tutti i lavoratori e chiunque entri in azienda circa le disposizioni delle Autorità, consegnando e/o affiggendo all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali, appositi depliants informativi

In particolare, le informazioni riguardano o l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria o la consapevolezza e l’accettazione del fatto di non poter fare ingresso o di poter permanere in azienda e di doverlo dichiarare tempestivamente laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (sintomi di influenza, temperatura, provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc) in cui i provvedimenti dell’Autorità impongono di informare il medico di famiglia e l’Autorità sanitaria e di rimanere al proprio domicilio o l’impegno a rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del datore di lavoro nel fare accesso in azienda (in particolare, mantenere la distanza di sicurezza, osservare le regole di igiene delle mani e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene) o l’impegno a informare tempestivamente e responsabilmente il datore di lavoro della presenza di qualsiasi sintomo influenzale durante l’espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti

2-MODALITA’ DI INGRESSO IN AZIENDA

Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea (nota 1). Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione - nel rispetto delle indicazioni riportate in nota - saranno momentaneamente isolate e fornite di mascherine non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni

Il datore di lavoro informa preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in azienda, della preclusione dell’accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS(nota 2)

Per questi casi si fa riferimento al Decreto legge n. 6 del 23/02/2020, art. 1, lett. h) e i)

3-MODALITA’ DI ACCESSO DEI FORNITORI ESTERNI

  • Per l’accesso di fornitori esterni individuare procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale in forza nei reparti/uffici coinvolti
  • Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono rimanere a bordo dei propri mezzi: non è consentito l’accesso agli uffici per nessun motivo. Per le necessarie attività di approntamento delle attività di carico e scarico, il trasportatore dovrà attenersi alla rigorosa distanza di un metro
  • Per fornitori/trasportatori e/o altro personale esterno individuare/installare servizi igienici dedicati, prevedere il divieto di utilizzo di quelli del personale dipendente e garantire una adeguata pulizia giornaliera
  • Va ridotto, per quanto possibile, l’accesso ai visitatori; qualora fosse necessario l’ingresso di visitatori esterni (impresa di pulizie, manutenzione…), gli stessi dovranno sottostare a tutte le regole aziendali, ivi comprese quelle per l’accesso ai locali aziendali di cui al precedente paragrafo 2
  • Ove presente un servizio di trasporto organizzato dall’azienda va garantita e rispettata la sicurezza dei lavoratori lungo ogni spostamento.
  • Le norme del presente Protocollo si estendono alle aziende in appalto che possono organizzare sedi e cantieri permanenti e provvisori all’interno dei siti e delle aree produttive

4-PULIZIA E SANIFICAZIONE IN AZIENDA

  • l’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago
  • nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione
  • occorre garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi
  • l’azienda in ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute secondo le modalità ritenute più opportune, può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga)

5-PRECAUZIONI IGIENICHE PERSONALI

  • è obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani
  • l’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani
  • è raccomandata la frequente pulizia delle mani con acqua e sapone

6-DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

  • l’adozione delle misure di igiene e dei dispositivi di protezione individuale indicati nel presente Protocollo di Regolamentazione è fondamentale e, vista l’attuale situazione di emergenza, è evidentemente legata alla disponibilità in commercio. Per questi motivi:
    • le mascherine dovranno essere utilizzate in conformità a quanto previsto dalle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.
    • data la situazione di emergenza, in caso di difficoltà di approvvigionamento e alla sola finalità di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria
    • è favorita la preparazione da parte dell’azienda del liquido detergente secondo le indicazioni dell’OMS (https://www.who.int/gpsc/5may/Guide_to_Local_Production.pdf)
  • qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è comunque necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc…) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie.
  1. GESTIONE SPAZI COMUNI (MENSA, SPOGLIATOI, AREE FUMATORI, DISTRIBUTORI DI BEVANDE E/O SNACK…)
  • l’accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta all’interno di tali spazi e con il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone che li occupano.
  • occorre provvedere alla organizzazione degli spazi e alla sanificazione degli spogliatoi per lasciare nella disponibilità dei lavoratori luoghi per il deposito degli indumenti da lavoro e garantire loro idonee condizioni igieniche sanitarie.
  • occorre garantire la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera, con appositi detergenti dei locali mensa, delle tastiere dei distributori di bevande e snack.

8-ORGANIZZAZIONE AZIENDALE (TURNAZIONE, TRASFERTE E SMART WORK, RIMODULAZIONE DEI LIVELLI PRODUTTIVI)

In riferimento al DPCM 11 marzo 2020, punto 7, limitatamente al periodo della emergenza dovuta al COVID-19, le imprese potranno, avendo a riferimento quanto previsto dai CCNL e favorendo così le intese con le rappresentanze sindacali aziendali:

  • disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart work, o comunque a distanza
  • Si può procedere ad una rimodulazione dei livelli produttivi
  • assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili
  • utilizzare lo smart working per tutte quelle attività che possono essere svolte presso il domicilio o a distanza nel caso vengano utilizzati ammortizzatori sociali, anche in deroga, valutare sempre la possibilità di assicurare che gli stessi riguardino l’intera compagine aziendale, se del caso anche con opportune rotazioni a. utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali disponibili nel rispetto degli istituti contrattuali (par, rol, banca ore) generalmente finalizzati a consentire l’astensione dal lavoro senza perdita della retribuzione
  • nel caso l’utilizzo degli istituti di cui al punto c) non risulti sufficiente, si utilizzeranno i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti
  • sono sospese e annullate tutte le trasferte/viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordate o organizzate

9- GESTIONE ENTRATA E USCITA DEI DIPENDENTI

  • Si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa)
  • dove è possibile, occorre dedicare una porta di entrata e una porta di uscita da questi locali e garantire la presenza di detergenti segnalati da apposite indicazioni

10-SPOSTAMENTI INTERNI, RIUNIONI, EVENTI INTERNI E FORMAZIONE

  • Gli spostamenti all’interno del sito aziendale devono essere limitati al minimo indispensabile e nel rispetto delle indicazioni aziendali
  • non sono consentite le riunioni in presenza. Laddove le stesse fossero connotate dal carattere della necessità e urgenza, nell’impossibilità di collegamento a distanza, dovrà essere ridotta al minimo la partecipazione necessaria e, comunque, dovranno essere garantiti il distanziamento interpersonale e un’adeguata pulizia/areazione dei locali
  • sono sospesi e annullati tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione in modalità in aula, anche obbligatoria, anche se già organizzati; è comunque possibile, qualora l’organizzazione aziendale lo permetta, effettuare la formazione a distanza, anche per i lavoratori in smart work
  • Il mancato completamento dell’aggiornamento della formazione professionale e/o abilitante entro i termini previsti per tutti i ruoli/funzioni aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dovuto all’emergenza in corso e quindi per causa di forza maggiore, non comporta l’impossibilità a continuare lo svolgimento dello specifico ruolo/funzione (a titolo esemplificativo: l’addetto all’emergenza, sia antincendio, sia primo soccorso, può continuare ad intervenire in caso di necessità; il carrellista può continuare ad operare come carrellista)

11-GESTIONE DI UNA PERSONA SINTOMATICA IN AZIENDA

nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria quali la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all’ufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria e a quello degli altri presenti dai locali, l’azienda procede immediatamente ad avvertire le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute

l’azienda collabora con le Autorità sanitarie per la definizione degli eventuali “contatti stretti” di una persona presente in azienda che sia stata riscontrata positiva al tampone COVID-19. Ciò al fine di permettere alle autorità di applicare le necessarie e opportune misure di quarantena. Nel periodo dell’indagine, l’azienda potrà chiedere agli eventuali possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente lo stabilimento, secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria

12-SORVEGLIANZA SANITARIA/MEDICO COMPETENTE/RLS

  • La sorveglianza sanitaria deve proseguire rispettando le misure igieniche contenute nelle indicazioni del Ministero della Salute (cd. decalogo)
  • vanno privilegiate, in questo periodo, le visite preventive, le visite a richiesta e le visite da rientro da malattia
  • la sorveglianza sanitaria periodica non va interrotta, perché rappresenta una ulteriore misura di prevenzione di carattere generale: sia perché può intercettare possibili casi e sintomi sospetti del contagio, sia per l’informazione e la formazione che il medico competente può fornire ai lavoratori per evitare la diffusione del contagio
  • nell’integrare e proporre tutte le misure di regolamentazione legate al COVID-19 il medico competente collabora con il datore di lavoro e le RLS/RLST.
  • Il medico competente segnala all’azienda situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti e l’azienda provvede alla loro tutela nel rispetto della privacy il medico competente applicherà le indicazioni delle Autorità Sanitarie

13-AGGIORNAMENTO DEL PROTOCOLLO DI REGOLAMENTAZIONE

  • È costituito in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS.

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Note:

1 La rilevazione in tempo reale della temperatura corporea costituisce un trattamento di dati personali e, pertanto, deve
avvenire ai sensi della disciplina privacy vigente. A tal fine si suggerisce di:

  • 1) rilevare a temperatura e non registrare il dato acquisto. È possibile identificare l’interessato e registrare il superamento della soglia di temperatura solo qualora sia necessario a documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso ai locali aziendali;
  • 2) fornire l’informativa sul trattamento dei dati personali. Si ricorda che l’informativa può omettere le informazioni di cui l’interessato è già in possesso e può essere fornita anche oralmente. Quanto ai contenuti dell’informativa, con riferimento alla finalità del trattamento potrà essere indicata la
    prevenzione dal contagio da COVID-19 e con riferimento alla base giuridica può essere indicata l’implementazione dei
    protocolli di sicurezza anti-contagio ai sensi dell’art. art. 1, n. 7, lett. d) del DPCM 11 marzo 2020 e con riferimento alla durata
    dell’eventuale conservazione dei dati si può far riferimento al termine dello stato d’emergenza;
  • 3) definire le misure di sicurezza e organizzative adeguate a proteggere i dati. In particolare, sotto il profilo organizzativo, occorre individuare i soggetti preposti
    al trattamento e fornire loro le istruzioni necessarie. A tal fine, si ricorda che i dati possono essere trattati esclusivamente per
    finalità di prevenzione dal contagio da COVID-19 e non devono essere diffusi o comunicati a terzi al di fuori delle specifiche
    previsioni normative (es. in caso di richiesta da parte dell’Autorità sanitaria per la ricostruzione della filiera degli eventuali
    “contatti stretti di un lavoratore risultato positivo al COVID-19);
  • 4) in caso di isolamento momentaneo dovuto al superamento
    della soglia di temperatura, assicurare modalità tali da garantire la riservatezza e la dignità del lavoratore. Tali garanzie devono
    essere assicurate anche nel caso in cui il lavoratore comunichi all’ufficio responsabile del personale di aver avuto, al di fuori
    del contesto aziendale, contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 e nel caso di allontanamento del lavoratore che
    durante l’attività lavorativa sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria e dei suoi colleghi (v. infra).

 


2 Qualora si richieda il rilascio di una dichiarazione attestante la non provenienza dalle zone a rischio epidemiologico e l’assenza
di contatti, negli ultimi 14 giorni, con soggetti risultati positivi al COVID-19, si ricorda di prestare attenzione alla disciplina
sul trattamento dei dati personali, poiché l’acquisizione della dichiarazione costituisce un trattamento dati. A tal fine, si
applicano le indicazioni di cui alla precedente nota n. 1 e, nello specifico, si suggerisce di raccogliere solo i dati necessari,
adeguati e pertinenti rispetto alla prevenzione del contagio da COVID-19. Ad esempio, se si richiede una dichiarazione sui
contatti con persone risultate positive al COVID-19, occorre astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alla
persona risultata positiva. Oppure, se si richiede una dichiarazione sulla provenienza da zone a rischio epidemiologico, è
necessario astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alle specificità dei luoghi.

COVID-19: come parlare ai bambini

 

Marzo 2020

Dott.ssa Alberta Xodo – psicoterapeuta, psicologa pediatrica

In questi giorni ricevo diverse telefonate e mail da parte dei genitori dei miei piccoli pazienti che mi chiedono come aiutare i loro figli a comprendere quanto sta accadendo loro; c’è chi vorrebbe raccontare ogni dettaglio, chi ha la televisione perennemente accesa sui canali informativi, chi ritiene più opportuno creare una dimensione giocosa come ne “La Vita e Bella”, chi aspetta che sia il bambino a fare domande.

Siete tutti bravissimi! Avete fatto del vostro meglio e creato situazioni molto protettive attorno ai vostri bambini. Tuttavia, talvolta si possono fare degli errori non conoscendo come i bambini interpretano le malattie e quali sono le migliori modalità di comunicazione con loro; di seguito dunque vi propongo alcune indicazioni, certamente non esaustive, per aiutarvi a gestire ancora meglio questa delicata fase.

Partiamo da tre considerazioni fondamentali:

  1. La mediazione da parte dell’adulto permette al bambino di non essere lasciato solo nell’elaborazione delle informazioni, che rischierebbero di essere lette solo attraverso schemi interpretativi tipici dell’età e dello stadio evolutivo, se non di stadi precedenti, in virtù di comprensibili schemi regressivi.
  2. Se un bambino non possiede informazioni sufficienti per leggere la realtà ricorrerà a fantasie o ricordi pregressi, con il rischio di immaginare scenari molto più spaventosi di quanto lo siano in realtà.
  3. I bambini piccoli, inoltre, faticano ad inserire gli eventi all’interno di continuum temporali, in particolare quando non possono essere date loro delle certezze rispetto alla transitorietà degli eventi e alla loro evoluzione e termine.

E’ necessario dunque che tutta la comunità educativa si prenda carico di questa fase, permettendo a bambine e bambini di accedere a delle informazioni concrete, rispettose e comunicate attraverso atteggiamenti non catastrofici. Spesso pensiamo che i bambini non possano capire o che soffrirebbero troppo. In realtà bambine e bambini sanno molto più di quello che immaginiamo ma non si sentono autorizzati ad esprimerlo se non è l’adulto per primo a porsi in una dimensione di ascolto.

Come sostenere la comunicazione tra adulti e bambini:

  1. Ascoltare e dare spazio ai vissuti emotivi senza minimizzare né allarmarsi. In una fase di emergenza bambine e bambini possono presentare diversi sintomi per esprimere preoccupazione, sofferenza e senso di smarrimento: disturbi somatici (mal di pancia, mal di testa ecc.), regressioni (desiderio di dormire nel lettone, enuresi ecc.) capricci e irritabilità, ma anche comportamenti apparentemente noncuranti, che spesso sono volti a proteggere adulti preoccupati. Un bambino che manifesta dei sintomi o un comportamento differente da quello al quale siamo abituati è un bambino che va accolto e ascoltato, mai punito!  
  2. Coinvolgere i bambini mettendoli al centro di comunicazioni comprensibili: i bambini in questi giorni sono stati malamente esposti a diverse informazioni dirette (es. ascolto di telegiornali e radio) o indirette (conversazioni tra adulti); è opportuno che gli adulti proteggano i bambini da queste comunicazioni i cui toni hanno allarmato noi per primi! Può essere utile chiedere ai propri figli e figlie cos’hanno capito e – a partire dalle loro stesse considerazioni – dare delle informazioni concrete, adattando il linguaggio all’età e alla capacità di comprensione. Bastano pochi minuti per essere efficaci e rassicuranti.
  3. Non mentire. I bambini – come gli adulti – percepiscono quando una persona a cui vogliono bene dice loro una cosa pensandone un’altra. In queste occasioni il senso di smarrimento è tale da poter diventare pervasivo, e generare sfiducia negli adulti, anche in fasi successive.
  4. Chiedere ai bambini che cosa vorrebbero sapere. Questo passaggio è molto importante poiché permette di ridefinire le idee irrazionali: a seconda dell’età bambine e bambini possono mostrare idee differenti sulle cause delle malattie, sulla trasmissione e sulla guarigione, alcune delle quali particolarmente pericolose per lo sviluppo se non vengono intercettate (es. “mi ammalerò perché sono un bambino disobbediente”). Non abbiate paura di intervenire su questi vissuti, né di ammettere onestamente che certe informazioni non le conoscete e che proverete ad informarvi: bambine e bambini non hanno bisogno di genitori esperti virologi, ma genitori che siano disponibili a fare da filtro per loro rispetto ad una realtà troppo incerta e spaventosa.
  5. Promuovere il mantenimento delle routine: bambine e bambini si sentono rassicurati dalle routine, perché danno loro un senso di continuità rispetto alla propria biografia. Coinvolgeteli nel creare assieme l’organizzazione della loro giornata che deve sempre prevedere delle fasi: ad esempio dedicarsi all’apprendimento durante la mattinata, sia scolastico (fare i compiti, leggere un libro ecc.) sia di attività manuali. Mantenere attivo il corpo attraverso degli esercizi o facendo delle piccole passeggiate che permettono di mantenere il contatto con la natura secondo le disposizioni attualmente in vigore. I bambini non hanno sempre la capacità di pensare a delle attività compensative come facciamo noi adulti, per questo è importante proporgliele e farle assieme a loro.
  6. Promuovere l’aderenza alle prescrizioni: assicuriamoci che bambine e bambini seguano le indicazioni date dagli esperti (lavarsi le mani, starnutire sulla piega del gomito ecc.). Per quanto possa spaventarci la loro distrazione o le (più o meno inconsapevoli) dimenticanze, non sgridiamoli! Opporsi alle disposizioni potrebbe essere un modo per manifestare la negazione della loro paura. Il nostro esempio funziona sempre, così come le lodi e gli incoraggiamenti. Laviamoci tutti assieme le mani rassicurandoli sul fatto che non serve farlo in continuazione. Chiediamo loro di corregerci quando siamo noi per primi a dimenticarci di fare attenzione. Creiamo anche in questo caso delle routine e dei giochi per facilitare l’aderenza.
  7. Rassicurarli quando andate al lavoro: qualsiasi sia la vostra occupazione, bambine e bambini devono sapere che voi state uscendo di casa in modo sicuro e che starete attenti durante la giornata seguendo le prescrizioni che vi sono state indicate. Non è difficile immaginare che bambini delle elementari potrebbero pensare che il virus sia ovunque e che i genitori siano esposti ad indicibile pericolo uscendo semplicemente dal contesto domestico che – anche simbolicamente – è vissuto come l’ambito maggiormente protettivo.  
  8. Non rinunciare mai alla funzione genitoriale. E’ normale se in questa fase vi sentite più disponibili ad accettare compromessi e a “lasciar passare” regole che prima erano considerate non negoziabili. Benchè questo atteggiamento sia comprensibile può essere anche destabilizzante per i vostri bambini che potrebbero avere la sensazione che anche i genitori siano diventati strani e non leggibili. Per dirla con le parole di un piccolo paziente “se mia mamma mi fa giocare con la playstation per due ore consecutive significa che la situazione è più grave di quanto mi stiano raccontando”.

Promuovere il senso di comunità e di protezione: bambine e bambini hanno bisogno di sapere che non sono soli! Spieghiamo loro che i medici, gli infermieri, e le istituzioni stanno facendo tutto quello che è in loro potere per proteggerci e che anche noi possiamo fare la nostra parte. Sapere che un’intera comunità è coinvolta ed alleata permette ai bambini di sentirsi protagonisti e generatori di salute, un’eredità psicologica che li potrà proteggere anche in altri momenti di crisi. Può essere molto utile ancorare il senso di protezione ad episodi ed esperienze precedenti, che fanno parte della propria biografia o di quella del bambino: raccontate loro di quella volta in cui eravate piccoli e i medici sono intervenuti per guarirvi, o di quando avete chiamato il pediatra che ha trovato la soluzione giusta, o di quell’infermiere così in gamba che faceva i prelievi senza far soffrire e che si scusava quando non ci riusciva. Nell’esperienza di ciascuno di noi c’è la protezione, è il momento di condividerla!

Emergenza coronavirus COVID-19

informazioni utili

Cosa vuol dire coronavirus?

I coronavirus (CoV) sono un'ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie più serie

Cos'è il COVID-19

un nuovo ceppo di coronavirus mai identificato prima nell'uomo. Il virus è associato a un focolaio di casi di polmonite registrati a partire dal 31 dicembre 2019 nella città di Wuhan, nella Cina centrale. L'11 febbraio, l'OMS ha annunciato che la malattia respiratoria causata dal nuovo coronavirus è stata chiamata COVID-19 (COrona VIrus Disease - 19 anno in cui è stato isolato)

Quali sono i sintomi?

I sintomi più comuni di un'infezione da coronavirus nell'uomo includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. In particolare:

I coronavirus umani comuni di solito causano malattie del tratto respiratorio superiore da lievi a moderate, come il comune raffreddore, che durano per un breve periodo di tempo. I sintomi possono includere:

  • naso che cola
  • mal di testa
  • tosse
  • gola infiammata
  • febbre
  • una sensazione generale di malessere.

I coronavirus umani a volte possono causare malattie del tratto respiratorio inferiore, come polmonite o bronchite. Questo è più comune nelle persone con preesistenti patologie croniche dell'apparato cardio-vascolare e/o respiratorio, e soggetti con un sistema immunitario indebolito, nei neonati e negli anziani.

Come prevenire il contagio

Il Ministero della Salute ha istituito una task force che ha dato indicazioni molto chiare su cosa fare per prevenire il contagio.

Alcune semplici raccomandazioni

Dieci comportameni da seguire

Come lavarsi le mani...

Consigli per la cura degli ambienti

Garantire un'areazione degli ambienti, di una regolare e adeguata pulizia e porre particolare attenzione alle superfici soggette a contatti frequenti

20200312 Covid19 04 Locandina

Cosa fare in caso di sintomi

In presenza di sintomi influenzali o problemi respiratori il primo passo è chiamare il proprio medico o pediatra che spiegherà cosa fare, se si riscontrano difficoltà a mettersi in contatto, chiamare il numero verde dedicato della propria Regione, oppure il 112 attivato dal Ministero dellaSalute e non andare direttamente in pronto soccorso.

20200312 Covid19 05 Locandina

20200312 Covid19 06 Locandina

Il primo passo: contrastare il contagio

#IoRestoaCasa

Limitare i contatti con l'esterno: un piccolo sacrificio, una misura estrema ma necessaria per la prevenzione, fino a quando non ci sarà un vaccino e una terapia.

Da alcune zone nazionali considerate zone rosse, arancio o verde a seconda del numero delle persone contagiate dal virus, il 10 marzo tutto il territorio nazionale è stato considerato a rischio ed è stato emanato un decreto che richiede a tutti i cittadini di restare a casa, evitare contatti, e muoversi solo in occasioni di reale necessità e urgenza.

Il Ministero ha messo a disposizione dei cittadini un portale che viene costantemente aggiornato con informazioni sulle misure adottate:

http://www.governo.it/it/articolo/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti-sulle-misure-adottate-dal-governo/14278

20200312 Covid19 07 Locandina

Attualmente questo limite alla mobilità è imposto fino al 3 aprile.

Clickare sul documento per scaricarlo

Tutti i cittadini che hanno necessità di muoversi devono compilare un'autocertificazione che dichiara i motivi della mobilità. Motivazioni che possono essere verificate e nel caso generare sanzioni.

20200312 Covid19 08 Locandina DPCM 2020 03 11

Indicazioni per l'isolamento e assistenza sanitaria

L'isolamento fiduciario di casi di COVID-19 e di contatti è una misura di salute pubblica molto importante che viene effettuata per evitare l'insorgenza di ulteriori casi secondari dovuti a trasmissione del virus e per evitare di sovraccaricare il sistema ospedaliero. Le tipologie di soggetti che devono essere messi in isolamento domiciliare per 14 giorni e sono monitorati al domicilio (o in struttura dedicata in caso di domicilio inadeguato) sono:

    • Contatti stretti di caso (v. definizione C.M. 6360 del 27/2) o Contatti asintomatici, (a cui non è necessario effettuare il test): isolamento fino a 14giorni dall'ultimo contatto con il caso (quarantena);
    • Contatti paucisintomatici (ILI) a cui va eseguito il test; in caso di risultato positivo: isolamento fino a negativizzazione del test e scomparsa dei sintomi;
    • Contatti paucisintomatici (ILI) a cui va eseguito il test; in caso di risultato negativo: isolamento fino a 14 giorni dall'ultimo contatto con il caso.
    • Pazienti che vengono dimessi dall'ospedale clinicamente guariti,ancora COVID-19 positivi.

Tratto dal Documento gruppo di lavoro ISS (09) che viene costantemente aggiornato https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/pdf/rapporto-covid-19-1-2020.pdf

AIFA ha emanato misure transitorie relative alla proroga dei piani terapeutici per il contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19

https://www.aifa.gov.it/-/misure-transitorie-relative-alla-proroga-dei-piani-terapeutici-aifa-in-tema-di-contenimento-e-gestione-dell-emergenza-epidemiologica-da-covid-19

Cosa si intende per contatto stretto

Questa la definizione di "contatto stretto" potenzialmente a rischio di contrazione virus

CORONAVIRUS – Contatto Stretto

Si definisce contatto stretto di un caso possibile o confermato:
• una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19
• una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (es. stretta di mano)
• una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (es. toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)
• una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e per più di 15 minuti
• una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (es. aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri
• un operatore sanitario od altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID19, oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei
• una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti, in qualsiasi direzione, di un caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove il caso indice era seduto (se il caso indice ha una sintomatologia grave o ha effettuato spostamenti all’interno dell’aereo, sono da considerare come contatti stretti tutti i passeggeri seduti nella stessa sezione dell’aereo o in tutto l’aereo).

Le mascherine sono utili a proteggersi dal contagio?

In generale non sono necessarie per le persone che non hanno sintomi di malattie respiratorie. Può essere utile in presenza di sintomi come tosse o difficoltà respiratorie; nel caso di assistenza a persone con malattie respiratorie; per gli operatori sanitari.

20200312 Covid19 11 mascherina

FARMACIA A CASA

Le farmacie associate a Federfarma offrono un servizio di consegna gratuita di farmaci al domicilio, chiamando il numero verde 800 189 521 . Il servizio è rivolto a quei casi non urgenti ed è riservato esclusivamente alle persone che sono impossibilitate a recarsi in farmacia, per disabilità o gravi malattie, e non possono delegare altri soggetti. Per accedere al servizio, bisogna chiamare il numero verde attivo nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17.30.

Il servizio è attivo per le farmacie che hanno aderito all'iniziativa, alla quale non partecipano le farmacie comunali. Al momento il servizio non è attivo nelle province di Cuneo e Genova.

https://www.agensir.it/quotidiano/2020/3/10/coronavirus-covid-19-federfarma-consegna-gratuita-dei-farmaci-a-domicilio/

PER INFORMAZIONI GENERALI il Ministero della Salute ha attivato un numero di pubblica utilità

1500

7 giorni su 7, dalle 8 alle 20

 

OGNI REGIONE HA ATTIVATO un Servizio di Numero Verde per informazioni, da contattare se si riscontrano sintomi quali febbre, tosse,mal di gola, difficoltà respiratoria

Ricordiamo che il primo contatto dovrà essere fatto con il proprio medico o pediatra che sarà in grado di dare le indicazioni più appropriate, se questo non è raggiungibile, contattare il Numero Verde della propria regione.

E' stato messo a disposizione anche il Numero 112 da contattare se si riscontrano sintomi e non si trova contatto con il proprio medico o pediatra, né si riesce a contattare il numero verde regionale

SOLO PER CHI RISCONTRA SINTOMI chiamare il 112

 

REGIONE VALLE D’AOSTA 800 122 121

REGIONE Piemonte:

800 192 020 A questo numero si forniscono informazioni di tipo sanitario.

800 333 444 Per informazioni di carattere NON SANITARIO

REGIONE LOMBARDIA numero verde 800 894 545

REGIONE TRENTINO

800 867 388 Provincia Autonoma di Trento

800 751 751 Provincia Autonoma di Bolzano

REGIONE VENETO 800 462 340

REGIONE FRIULI 800 500 300

REGIONE LIGURIA 800 445 445

REGIONE EMILIA ROMAGNA 800 033 033

REGIONE TOSCANA

800 556 060, opzione 1,

800 579 579 con servizio di interpretariato, anche in cinese,

e la casella di posta dedicata a chi rientra dalla Cina: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

REGIONE UMBRIA 800 636 363

REGIONE MARCHE 800 936 677

Regione LAZIO 800 118 800

REGIONE ABRUZZO

118 per l'Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila

800 860 146 per l'Asl Lanciano-Vasto-Chieti

333 616 2872 e 118 Asl Pescara

800 090 147 e 0861 199 2600 Asl Teramo

REGIONE CAMPANIA  800 909 699

REGIONE BASILICATA  800 996 688

REGIONE PUGLIA 800 713 931

REGIONE CALABRIA 800 767 676

REGIONE SICILIA 800 458 787

REGIONE SARDEGNA 800 311 377

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Il Numero Verde di FederAsma e Allergie è attivo per Pazienti e famigliari.

Se hai una richiesta scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
un gruppo di medici e altri professionisti volontari saranno a tua disposizione per aiutarti

puoi contattarci anche telefonando:
Numero Verde
dal lunedì al venerdì
dalle 9:00 alle 13:00

 

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