9. L'asma e il lavoro

La problematica "Asma e lavoro" è quanto mai vasta e complessa. In questo contesto rientra in particolare l'asma professionale, cioè quella forma d'asma dovuta ad agenti specifici presenti solo nell'ambiente di lavoro. In questo fascicolo si forniscono informazioni sulla diagnosi, la terapia e la prevenzione dell'asma professionale. E' importante tuttavia sottolineare che per il paziente asmatico la sua condizione di malato cronico costituisce un'ulteriore fonte di incertezza e preoccupazione per lo svolgimento del suo lavoro o attività professionale.

Relazione tra asma e lavoro

Per i giovani asmatici e le loro famiglie l'asma può essere vissuto come un ostacolo nella ricerca di un lavoro o di primo impiego, oggi già tanto difficile. Deve essere pertanto chiaramente affermato all'attenzione del lavoratore asmatico, ma anche all'attenzione del datore di lavoro, che chi ha l'asma può, nella maggior parte dei casi, svolgere la sua attività professionale senza assenze e particolari difficoltà semprechè segua con regolarità ed attenzione le cure prescritte dal medico e le sue raccomandazioni. In molte persone, che sono già asmatiche, l'asma può peggiorare nell'ambiente di lavoro per l'esposizione a fattori scatenanti (ad esempio: sforzo fisico, infezioni). In tal caso la miglior cosa da fare, se è possibile, è evitare tali fattori scatenanti cambiando mansioni lavorative. Occorre comunque parlarne con il medico che potrà adattare il trattamento in corso. Non va tuttavia sottovalutato che un asma non diagnosticato a tempo e non curato adeguatamente può comportare complicazioni e risultare invalidante.

Asma professionale

Agenti specifici presenti solo nell'ambiente di lavoro possono provocare l'asma di un individuo. Se prima il lavoratore non era affetto da asma, allora si può parlare di "asma professionale". Questa è probabilmente la patologia polmonare professionale più frequente al mondo.

Quali mansioni lavorative sono potenzialmente a rischio?

Molti settori industriali sono potenzialmente pericolosi per il lavoratore (prodotti chimici, plastici, elettronici e farmaceutici sono alcuni esempi). Anche gli artigiani possono sviluppare asma professionale (in particolare panettieri, pasticcieri, falegnami, verniciatori).

Come si può riconoscere l'asma professionale?

Se pensate che una sostanza nell'ambiente di lavoro sia la causa della vostra malattia, prestate attenzione ai seguenti segnali:
- L'asma peggiora durante la settimana lavorativa ma non necessariamente quando vi trovate sul posto di lavoro. Anzi, spesso i sintomi della malattia si verificano o peggiorano dopo il lavoro e a volte disturbano il sonno.
- L'asma migliora quando non siete al lavoro (ci vogliono spesso molti giorni prima di notare un miglioramento).

Come si cura l'asma professionale?

La cura più efficace è rappresentata dall'allontanamento definitivo dall'agente specifico, cambiando tipo di lavoro o mansione lavorativa. Qualora, per scelte individuali, o per mancanza di alternative, questo non sia possibile, occorre usare i farmaci raccomandati per il trattamento dell'asma non professionale. (Vedi Il primo passo: conoscere la malattia).

Come si può prevenire l'asma professionale?

E' estremamente difficile rispondere a questa domanda. Esistono regole generali che possono essere applicate nel luogo di lavoro però in pratica ogni situazione individuale deve essere esaminata accuratamente dal medico. Spesso le misure di prevenzione generali non sono sufficienti.

L'asma professionale può essere indennizzato?

Qualora venga diagnosticato un asma professionale, se si lavora in un'industria, spetta al lavoratore informare della malattia il proprio datore di lavoro, che dovrà provvedere alla denuncia all'Istituto Assicuratore (INAIL); nel settore agricolo e artigiano, invece il lavoratore è esente da ogni compito in quanto spetta al medico che ha formulato la diagnosi redigere direttamente all'Istituto Assicuratore il certificato-denuncia. La legislazione italiana attuale sancisce l'indennizzo dell'asma professionale causato da alcune sostanze elencate in tabelle specifiche (v.DPR n.336, 13 aprile 1994 "Regolamento recante le nuove tabelle delle malattie professionali nell'industria e nell'agricoltura"); l'asma professionale causato da altri agenti non citati nelle tabelle suddette può essere indennizzato, ma con un processo non diretto e più difficoltoso che implica la dimostrazione da parte del lavoratore della causa professionale della sua malattia.

Conclusione

L'asma professionale presenta notevoli implicazioni per il lavoratore coinvolto, non solo dal punto di vista clinico, ma anche negli aspetti economici e della qualità di vita con conseguenze riflesso anche sui costi sanitari della comunità, facendo così di questa patologia una malattia sociale.

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