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Nel corso della pandemia da Covid-19, moltissime sono state le richieste di informazioni e indicazioni da parte delle famiglie e del "mondo scuola" Dirigenti Scolastici, Insegnanti. Abbiamo rivolto queste domande alla SIAIP-Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica che, con il coinvolgimento delle sue Commissioni, ha redatto questo 
"documento sulla gestione a scuola di bambini e adolescenti con allergie ed immunodeficienze primitive, in corso di pandemia Covid-19”.

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Punto nel vivo "Piacenza" il veleno degli imenotteri

Imenotteri in azione

C’è anche Piacenza tra le 25 città italiane che partecipano alla prima edizione della campagna d’informazione “ Punto nel Vivo ”, che ha l’obiettivo di far conoscere ai cittadini l’esistenza, le caratteristiche e le terapie delle reazioni allergiche da punture di imenotteri, tra i quali le api, le vespe e i calabroni. “Sono oltre 5 milioni gli italiani che ogni anno vengono punti – afferma la dottoressa Eleonora Savi, primario di Allergologia – e si stima che l’allergia al veleno di imenotteri può provocare reazioni localizzate (dal 2,4% al 26%) o severe reazioni sistemiche (dall’1% al 8,9%) di tipo respiratorio e cardiocircolatorio che si possono complicare fino alla morte. Sono una decina i casi all’anno accertati in Italia”. I soggetti più a rischio sono gli anziani e i cardiopatici che assumono farmaci vasodilatatori, i quali riducono la possibilità di recupero in caso di shock anafilattico. “Questa allergia – aggiunge l’esperta – non deve però essere sottovalutata dai più giovani: anche loro, se fortemente allergici, possono andare incontro ad uno shock anafilattico”.

Per tutti i mesi estivi verranno diffusi in oltre 150 pronto soccorso italiani, compreso quello di Piacenza, materiali informativi sulla allergia al veleno di imenotteri. “Se consideriamo tutte le reazioni allergiche più gravi che arrivano al Pronto Soccorso indipendentemente dalla loro causa – prosegue la dottoressa Savi – una quota considerevole, che arriva fino al 50%, è causata dal veleno di imenotteri. Per questo da anni nella Ausl di Piacenza esiste una procedura standardizzata e validata che prevede una stretta collaborazione tra Allergologia e i Pronto Soccorso dei quattro presidi ospedalieri di Piacenza, Castelsangiovanni, Fiorenzuola e Bobbio affinché tutti i pazienti che arrivano una reazione anafilattica vengano visitati in Allergologia prima della dimissione o comunque entro 48 ore”. Vanno tenuti comportamenti adeguati con questi piccoli insetti, soprattutto, bisogna ricordare che sono le vespe gli imenotteri più aggressivi, mentre le api del miele sono scarsamente aggressive, e di solito vengono punti gli apicoltori quando smielano e quindi le disturbano.

Punto nel vivo "Gazzetta di Parma" il veleno degli imenotteri

Un imenottero in azione

Gli imenotteri che causano più frequentemente allergia sono vespe, api e calabroni. Ma con l'arrivo dell'estate anche altri insetti che credevamo innocui si possono rivelare pericolosi. Parma è tra le 25 città italiane a partecipare alla prima edizione della campagna d’informazione «Punto nel vivo», che vuol far conoscere al pubblico caratteristiche e terapie delle reazioni allergiche da punture di insetti, in particolare imenotteri, una «famiglia» che conta oltre 100 mila specie. «Sono oltre cinque milioni gli italiani che ogni anno vengono punti –dice Erminia Ridolo, direttrice del Centro di allergologia dell’ospedale Maggiore, che fa parte del reparto di Medicina clinica e sperimentale –ma si stima che da 1 a 8 su 100 sviluppi una reazione allergica senza essere a conoscenza delle conseguenze.

Erminia Ridolo

L'allergia al veleno di imenotteri può provocare reazioni localizzate (dal 2,4% al 26%) o severe reazioni sistemiche (dall’1% al 8,9%) di tipo respiratorio e cardiocircolatorio che si possono complicare fino alla morte, con circa dieci casi all'anno accertati in Italia. Esistono due presidi salvavita per i soggetti allergici: l’adrenalina autoiniettabile, da utilizzare durante uno choc anafilattico, e l’immunoterapia allergene specifica, il cosiddetto “vaccino” che regolarizza la risposta del sistema immunitario, proteggendoli dalle successive reazioni nel lungo termine.
Il centro di allergologia di Parma, attivo da 20 anni, segue attualmente circa 200 persone per la terapia desensibilizzante, un ciclo che dura cinque anni, con iniezioni periodiche con estratti del veleno - solitamente di uno o due imenotteri - a cui il soggetto, dopo le prove sierologiche su cute, si è dimostrato allergico». Il successo della terapia desensibilizzante, indicata per pazienti con reazioni moderate e severe, è del 98%, spiega l'esperta. Molto si deve però ancora fare per incentivare l'uso dell'adrenalina in caso di puntura. «Dalle nostre ricerche, il 20% circa dei pazienti a cui è stata prescritta l’adrenalina non la porta regolarmente con sé, solamente il 40% sa usarla correttamente e, inoltre, solo 3 persone su 4 spiegano ai propri familiari come aiutarli a somministrarsi il farmaco in caso di choc anafilattico». «Se consideriamo tutte le reazioni allergiche più gravi che arrivano al pronto soccorso indipendentemente dalla loro causa –spiega la professoressa Ridolo –una quota considerevole, fino al 34%, è causata dal veleno di imenotteri. Pur non esistendo dati epidemiologi italiani certi, secondo uno studio americano, analizzando la tipologia delle reazioni allergiche da punture di imenotteri che richiedono l’accesso al pronto soccorso, si ha uno spaccato che vede nell’accesso al pronto soccorso circa il 58% delle reazioni locali e il 42% di reazioni sistemiche, di cui 18% di grado severo». L’iniziativa «Punto nel vivo» è promossa dai 25 principali centri allergologici specializzati in allergie da imenotteri, patrocinata da FederAsma e Allergie Onlus –Federazione italiana pazienti (www.federasmaeallergie.org), e realizzata con il contributo dell'azienda farmaceutica ALK-Abellò. Per tutta l'estate verranno diffusi in oltre 150 pronto soccorso materiali informativi.

Punto nel vivo "Mantova" il veleno degli imenotteri

Logo Punto Nel Vivo

L'obiettivo è far conoscere caratteristiche e terapie delle reazioni allergiche da punture di insetto. In particolare gli imenotteri tra cui api, vespe e calabroni. Mantova è tra le 25 città che partecipano alla prima edizione della campagna d'informazione "Punto nel Vivo", patrocinata da Federasma e Allergie onlus. «Sono oltre 5 milioni gli italiani che ogni anno vengono punti – spiega Maria Teresa Costantino, direttore di Allergologia e immunologia clinica del Poma – circa il 10% rischia di sviluppare una reazione allergica, che si può presentare sotto forma di reazione locale o di reazione sistemica grave, con il coinvolgimento dell'apparato respiratorio, cardiocircolatorio e il rischio di decesso. Nella nostra provincia registriamo almeno dieci casi all'anno di shock anafilattico da allergia a veleno di imenotteri. Nella maggior parte dei casi i soggetti non sono informati del rischio di essere allergici. Per le reazioni allergiche più gravi, un indispensabile intervento è l'adrenalina autoiniettabile, un salvavita che il soggetto allergico dovrebbe sempre avere con sè». La terapia risolutiva è l'immunoterapia specifica, che modifica la risposta immunitaria all'allergene».

Allergici al veleno delle api? Arriva la campagna d'informazione "Punto nel vivo"

Api all' esterno di un alveare

Verona è tra le 25 città italiane a partecipare alla prima edizione della campagna d’informazione “Punto nel Vivo”, con l’obiettivo di far conoscere al pubblico l’esistenza, le caratteristiche e le terapie delle reazioni allergiche da punture di imenotteri. Un “ordine“, quello degli imenotteri, che comprende oltre 100.000 specie d’insetti, tra i quali, i più noti e comuni sono le api, le vespe e i calabroni.

Sono oltre 5 milioni gli italiani che ogni anno vengono punti – dichiara la Dott.ssa Patrizia Bonadonna, direttrice l’Unità Operativa di Allergologia dell’Ospedale Borgo Trento – ma si stima che l’'allergia al veleno di Imenotteri può provocare reazioni localizzate (dal 2,4% al 26%) o severe reazioni sistemiche (dall’1% al 8,9%) di tipo respiratorio e cardiocircolatorio che si possono complicare fino alla morte: circa 10-20 casi all'anno accertati in Italia. I soggetti più esposti a questo tipo di allergia sono ovviamente tutte le persone che, per motivi professionali, svolgono attività a contatto con api, vespe e calabroni come gli agricoltori, i forestali e i lavoratori nelle serre. La passione per la vita all’aria aperta, soprattutto nella stagione estiva, però porta molte altre categorie ad essere esposte alle punture degli imenotteri, a partire dagli sportivi e dagli escursionisti. I soggetti più a rischio sono però gli anziani e i cardiopatici, in caso di reazioni sistemiche o shock anafilattico, hanno una ridotta capacità di recupero a causa dei farmaci che assumono”.

L’iniziativa “Punto nel vivo” è promossa dai “25 esperti” che fanno riferimento ai principali Centri Allergologici Specializzati nella diagnosi e terapia dell’allergia al veleno di imenotteri, patrocinata da FederAsma e Allergie Onlus – Federazione Italiana Pazienti (www.federasmaeallergie.org) e realizzata con il contributo incondizionato di ALK-Abellò

Il Numero Verde di FederAsma e Allergie è attivo per Pazienti e famigliari.

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