FAeA MAeR Asma

13. Trattamento non farmacologico per l'asma grave non controllato

I pazienti affetti da asma grave presentano una compromissione significativa della qualità di vita: perdono giorni di lavoro o di studio; necessitano di un numero sempre maggiore di visite ambulatoriali non programmate; visite mediche in emergenza e ricoveri; generano un peso sulle loro famiglie

Anche l’assunzione dei farmaci tradizionali a dosaggi massimi talvolta non libera i pazienti da attacchi frequenti e potenzialmente fatali. L’asma grave non controllato rappresenta un costo significativo per il paziente, la società e il Sistema Sanitario Nazionale

Oggi, alla terapia standard, si sono affiancati farmaci di nuova generazione per il controllo dei sintomi della patologia grave. Tuttavia, questi farmaci sono dedicati a pazienti la cui patologia è di natura allergica

Per questi pazienti gravi, è oggi disponibile un trattamento non farmacologico chiamato Termoplastica Bronchiale che si affianca alla terapia farmacologica come valida opzione terapeutica: è una procedura mininvasiva effettuata in broncoscopia che attraverso energia termica riduce l’eccesso di muscolatura liscia sulle pareti delle vie respiratorie limitandone così l’azione di contrasto che causa il loro restringimento. Liberare le vie aeree dalla broncocostrizione migliora il controllo dei sintomi dell’asma permettendo al paziente di tornare a respirare agevolmente

Per eseguire un trattamento di Termoplastica Bronchiale completo sono sufficienti tre sedute a circa tre settimane di distanza l’una dall’altra. Ciascuna seduta ha la durata di un’ora circa e viene eseguita in una sala per broncoscopia all’interno della struttura ospedaliera. La termoplastica bronchiale viene generalmente eseguita in sedazione moderata o anestesia leggera

La termoplastica bronchiale è stata sottoposta a valutazione in quattro studi clinici condotti su pazienti asmatici che hanno dimostrato efficacia e sicurezza della procedura di Termoplastica Bronchiale. La sicurezza della procedura in pazienti sottoposti a trattamento è stata dimostrata attraverso un follow-up di cinque anni. Il miglioramento della qualità della vita dei pazienti sottoposti a Termoplastica Bronchiale nell’ambito di questi studi è stato rilevante e continuo

La maggioranza dei pazienti ha segnalato un miglioramento significativo delle seguenti problematiche associate all’asma:

  • · riduzione degli attacchi gravi di asma,
  • · riduzione di visite mediche al pronto soccorso a causa di sintomi respiratori,
  • · riduzione dei ricoveri ospedalieri a causa di sintomi respiratori,
  • · riduzione delle giornate perse di lavoro/scuola o di altre attività a causa dei sintomi dell’asma

Centri dove è possibile sottoporsi al trattamento

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Dott. Andrea Comel Azienda Ospedaliera Carlo Poma Strada Lago Paiolo 10  
     46100 Mantova, Italy 39-0376-201510 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Prof. Stefano Gasparini Azienda Ospedali Riuniti Via Conca, 71  
     60020 Ancona, Italy 39 071 5955694 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Prof. Nicola Dardes Rome American Hospital Via Emilio Longoni 64  
     00155 Rome, Italy 0039–335-520-6526 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Dott. Nicola Facciolongo S.C. Pnemologia ASMN Reggio Emilia Via Risorgimento 81  
     42124 Reggio Emilia Italy 0039 0522 296479 OR 2959560 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Prof. Carlo Mereu & Dott. Paolo Panagia Ospedale S. Corona Pietra Ligure Via XXV Aprile  
     17027 Pietra Ligure, Savona Italy +0039 019 6234065 o +0039 019 6232602 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Dott. Giuseppe Failla, & Dott Mario Giustolisi ARNAS Civico Via C. Lazzaro  
     90127 Parlermo, Italy 0039 091 666 3470 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Dott Pietro Greco Santa Barbara Via San Leonardo  
     02016 Iglesias, Italy 0781 392 2820 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Dott Pierfranco Foccoli & dssa Michela Bezzi Spedali Civili Brescia Piazzale Spedali Civili, 1  
     25135 Brescia, Italy +39 030 39951 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Letteratura Termoplastica Bronchiale

Trattamento non farmacologico per l’asma grave non controllato

1)Castro M, Rubin AS, Laviolette M, et al.; AIR2 Trial Study Group. Effectiveness and safety of Bronchial Thermoplasty in the treatment of severe asthma: a multicenter, randomized, double-blind, sham controlled clinical trial. Am J Respir Crit Care Med. 2010 Jan 15;181(2):116-24

1B) E. Wechsler et al. , Bronchial thermoplasty: Long-term safety and effectiveness in patients with severe persistent asthma ; J Allergy Clin Immunol 2013 (In press)

2) Pavord I, et al Safety and efficacy of bronchial thermoplasty in symptomatic, severe asthma. Am J Respir Crit Care Med., 2007; 176: 1185-1191.

2b) Pavord I, et al., 5-Year Safety of Bronchial Thermoplasty Demonstrated in Patients with Severe Persistent Refractory Asthma: Research in Severe Asthma (RISA) Trial, AJRCCM 183; 2011: A6382

3) Cox G, et al Asthma control during the year after bronchial thermoplasty. New Eng J Med 2007; 356: 1327-1337.

3B) Thomson et al. , Long-term (5 year) safety of Bronchial Thermoplasty: Asthma Intervention Research (AIR) trial. BMC Pulmonary Medicine 2011, 11:8

4) Miller JD, et al. A prospective feasibility study of bronchial thermoplasty in the human airway. Chest. 2005;127(6):1999-2006.

12. Leggi e norme di tutela

l lavoro di tutela a favore dei pazienti portato avanti da FEDERASMA Onlus sin dalla sua costituzione nel 1994 ha portato ad ottenere nel 1999 il riconoscimento dell’asma come malattia cronica garantendo così ai pazienti asmatici l’accesso gratuito alle prestazioni.

Guida all'esenzione

Cosa fare:
1) Chiedere al proprio medico il rilascio di un certificato che attesti la presenza di una o più malattie incluse nel d.m. 28 maggio 1999, n. 329 e successive modifiche. Sono validi ai fini del riconoscimento dell’esenzione anche:

  • la copia della cartella clinica rilasciata da una struttura ospedaliera pubblica;
  • la copia del verbale di invalidità;
  • la copia della cartella clinica rilasciata da una struttura ospedaliera privata accreditata, previa valutazione del medico del Distretto sanitario della Azienda USL di residenza;
  • i certificati delle Commissioni mediche degli Ospedali militari;
  • le certificazioni rilasciate da Istituzioni sanitarie pubbliche di Paesi appartenenti all’Unione europea;

2) Presentarsi presso gli Uffici competenti della Azienda USL di riferimento muniti di tessera sanitaria, codice fiscale e della suddetta certificazione.
3) L’Azienda USL rilascerà un attestato di esenzione recante il codice che identifica l’asma, in caso di più patologie, i codici corrispondenti saranno riportati su un unico attestato. Poiché la durata dell’esenzione varia in funzione della regione di appartenenza, si raccomanda di prestare attenzione al termine di validità riportato sull’attestato rilasciato dalle Aziende USL.

Coloro che sono già esenti per le seguenti malattie:

Angioedema ereditario, Dermatomiosite, Pemfigo e pemfigoidi, Anemie congenite, Fenilchetonuria ed errori congeniti del metabolismo, Miopatie congenite, Malattia di Hansen, Sindrome di Turner, Spasticità da cerebropatia, Retinite pigmentosa, hanno diritto all’esenzione ai sensi del regolamento sulle malattie rare (18 maggio 2001 n.279) che prevede per queste condizioni una più ampia tutela.

Per ottenere informazioni utili sul nuovo sistema di esenzione e sulla documentazione clinica idonea da presentare alla propria Azienda USL, è opportuno che l’assistito si rivolga al proprio medico di famiglia o al pediatra di libera scelta che saprà informarlo e indirizzarlo correttamente.

Gli elenchi aggiornati delle malattie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo (ai sensi del DM 28 maggio 1999 n. 329, come modificato dal DM 21maggio 2001, n. 296 e dal DM 18 maggio 2001, n. 279) possono essere consultati sul sito del Ministero del Lavoro della Salute e delle politiche Sociali

www.ministerosalute.it

Tabelle Prestazionali

Questa TABELLA è soggetta a modifiche, a seguito degli aggiornamenti dei L.E.A. (Livelli Essenziali di Assistenza). Per tutti gli aggiornamenti relativi alle prestazioni si consiglia di consultare il sito del Ministero del Lavoro della Salute e delle politiche Sociali www.ministerosalute.it

Il riconoscimento di una invalidità garantisce il diritto all’esenzione per alcune o per tutte le prestazioni specialistiche (per avere informazioni sulle esenzioni dal ticket sui medicinali, introdotto da norme regionali, gli assistiti dovranno rivolgersi alla Regione di appartenenza). Per tutti gli aggiornamenti relativi alle invalidità (Decreto ministeriale 1° febbraio 1991 e successive modifiche e integrazioni) si consiglia di consultare il sito del Ministero del Lavoro della Salute e delle politiche Sociali www.ministerosalute.it

10. Asma e sport

Fare movimento, ginnastica o sport è una delle principali raccomandazioni che concernono l'adozione di sana e corretti stili di vita nella nostra società moderna. Si tratta di incitamenti validi oggi per tutti, anche per chi ha l'asma, che, se la malattia è tenuta sotto controllo può svolgere qualsiasi attività, purchè questa corrisponda alle capacità ed inclinazioni individuali.

Chi ha l'asma può fare sport con opportuni accorgimenti

Chi ha l'asma spesso è riluttante a fare sport, cioè cerca di limitare la sue attività sia perchè teme i sintomi, sia perchè teme le condizioni in cui lo sport si svolge (per esempio caldo - umido delle piscine) possano aggravare la malattia o scatenare una crisi. Questi timori non sono infondati, ma occorre sapere che attualmente esistono possibilità farmacologiche ed accorgimenti che consentono di superarli appieno. Le nuove possibilità di trattamento della malattia infatti permettono di vincere ogni paura, sfatare credenze e luoghi comuni che, soprattutto per i più giovani, potevano essere fonte di disagio ed emarginazione.

Asma da sforzo

Per molti asmatici (in particolare bambini e giovani) l'esercizio fisico è un fattore scatenante crisi asmatiche e si parla in questo caso di asma da sforzo (vedi Asma e fattori scatenanti). In altri casi invece il broncospamo che compare durante esercizio si risolve spontaneamente o farmacologicamnte e rimane l’unica manifestazione asmatica. In questo caso si parla di broncospamo da esercizio fisico.
Le crisi asmatiche possono verificarsi a seguito di uno sforzo fisico di discreta intensità durante una qualsiasi attività quotidiana oppure una attività sportive (sport dilettantistico o agonistico). L'asma da sforzo non comporta l'abbandono dell'attività sportiva. Al contrario, gli asmatici possono praticare tutti gli sport perchè l'asma può essere curato efficacemente: molte medaglie olimpiche sono state vinte da persone asmatiche in varie discipline. Salvatore Antibo, N°1 al mondo nei 10.000 metri, è riuscito ad essere un grandissimo campione, nonostante l'asma.

Perchè l'attività fisica può scatenare una crisi asmatica?

Le vie aeree degli asmatici sono infiammate e reagiscono ai fattori scatenanti con una ostruzione del loro lume. L’aumento della frequenza respiratoria, durante attività fisica, provoca una perdita notevole di calore e di umidità nei bronchi infiammati che reagiscono riducendo il lume e quindi aumentando la resistenza dell’aria. Quando i sintomi dell'asma (tosse, respiro sibilante, senso di ostruzione toracica o difficoltà di respiro) compaiono o peggiorano durante l'attività fisica questi vengono definiti asma da sforzo. La presenza di asma da sforzo è un indice inadeguato controllo della malattia.

Come si può riconoscere l'asma da sforzo?

E' difficile distinguere tra normale difficoltà di respiro dopo l'attività fisica e asma da sforzo perchè anche in una persona normale il respiro si fa sempre più veloce e difficoltoso dopo un'energica attività fisica, comprese le attività quotidiane e domestiche. Comunque, se sotto sforzo si lamentano respiro sibilante, tosse e senso di costrizione toracica, è opportuno chiedere al proprio medico se questi siano causati dall'asma. L'asma da sforzo colpisce sia gli adulti sia i bambini: in alcuni casi anche quando il paziente sta seguendo un adeguato schema terapeutico. In alcuni pazienti, se non si effettua una adeguata premedicazione, la comparsa dei sintomi dopo l'attività fisica rappresenta l'unica manifestazione d'asma.

Come prevenire l'asma da sforzo?

I sintomi asmatici possono essere evitati solo con trattamenti farmacologici appropriati.
Ci sono due tipi di farmaci:
I farmaci antiasmatici di fondo sono quelli che vanno presi per evitare l'insorgenza dei sintomi asmatici.
I farmaci antiasmatici sintomatici sono quelli che ci aiutano a risolvere i disturbi del respiro quando questi si verificano.
La maggior parte dei pazienti assume normalmente tutti e due i tipi di farmaci.
Chi ha l'asma deve conoscere bene i farmaci che deve assumere (quali, a cosa servono, quando e come assumerli) e, soprattutto, deve sapere quali farmaci usare in caso di emergenza o di crisi (broncodilatatori a rapida azione).
In alcuni casi di asma da sforzo può essere necessaria anche una premedicazione, cioè che ha l'asma deve prendere un farmaco antiasmatico prescritto dal medico prima dell'attività fisica.

Premedicazione dell'asma da sforzo

I farmaci beta2-agonisti a breve durata di azione sono la terapia di scelta per prevenire/trattare l'asma da sforzo. Vanno assunti circa 15-30 minuti prima dello sforzo . La durata della loro protezione è oltre 2 ore.
I farmaci beta2-agonisti inalatori a lunga durata d'azione hanno una maggiore durata d'azione (fino a dodici ore), ma iniziano ad agire dopo 30 minuti. Anch'essi da qualche anno sono stati ammessi dal Comitato Olimpico Internazionale perchè non più considerati "dopanti".
In alternativa ai beta2-agonisti possono essere usati i cromoni, anche se sono meno efficaci.

Quali sport praticare

Chi ha l'asma può praticare la maggior parte degli sport, a livello dilettantistico o agonistico: il criterio di scelta deve comunque rispettare l'inclinazione personale. Quello che conta è che l'asmatico possa impegnarsi nel suo sport preferito.
Nel corso dello svolgimento di un'attività sportiva, deve essere sempre possibile l'interruzione dello sforzo ed un soccorso adeguato e pronto.

Sport da evitare

Non sono indicati solo gli sport che comportano rischi nel caso di interruzione o di malessere improvviso e quelli che si svolgono in ambienti o in condizioni estreme (deltaplani, paracadutismo, alpinismo d’alta quota, sport motoristici e sport subacquei).

Limitazioni dell’attività sportiva

Le limitazioni dell’attività sportiva sono legate solo alla gravità dell’asma in quel momento e fanno parte della valutazione all’idoneità sportiva da parte del medico. Lo sport non è possibile solo in caso di asma grave persistente e durante le crisi asmatiche.

Per vincere l’asma da sforzo

- E’ bene parlare con il medico delle proprie preferenze e scegliere in modo consapevole
l’attività sportiva da svolgere.
- Seguire attentamente il trattamento antiasmatico prescritto dal medico (piano terapeutico).
- Se non è sufficiente, in accordo con il medico, seguire una premedicazione specifica.
- Occorre sottoporsi al controllo medico specialistico periodico e misurare attentamente e regolarmente il PEF.

11. L'asma e la vacanza

Molte persone che soffrono di asma evitano di andare in vacanza o di partire per un viaggio pensando che la loro malattia costituisca un limite importante in questo campo. Invece, anche chi ha l’asma grave purchè controllato può viaggiare e approfittare dei periodi delle vacanze come tutti. Occorre seguire delle precauzioni, prendere regolarmente i farmaci anti asmatici, nonchè richiedere il parere del proprio medico per verificare che cosa effettivamente si può fare. L’asma è una malattia cronica, che richiede cure regolari e continue, ed è quindi indispensabile seguire degli accorgimenti per essere sicuri di passare delle ferie normali, senza brutte sorprese.

Chi ha l’asma dove può andare in vacanza?

Scegliere il luogo dove passare le vacanze è sempre abbastanza difficile, perchè si deve tener conto di tanti fattori: il periodo e la durata delle ferie, i mezzi a disposizione, i gusti di ogni componente della famiglia, l’eventuale disponibilità di una seconda casa, ecc. Le difficoltà crescono quando nella famiglia c’è una persona asmatica, in particolare se si tratta di un bambino. L’esperienza di una crisi asmatica durante le ferie, con conseguente ricovero, è frequente, perchè a volte durante le vacanze si tende ad abbassare la guardia, ad essere cioè medico, oppure perchè si può venire in contatto con un fattore scatenante. Gli asmatici allergici agli acari spesso migliorano se passano le ferie in montagna, al di sopra dei 1500/1800 metri, dato che a questa altitudine non vi sono acari. Gli asmatici allergici ai pollini dovrebbero evitare di recarsi in ferie nelle zone e nei periodi dell’anno particolarmente a rischio. Occorre chiedere al medico consigli su come informarsi sul periodo di pollinazione della pianta a cui si è allergici e non farsi trovare impreparati ai primi sintomi della malattia.

Quali precauzioni prima di andare in vacanza deve seguire l’asmatico?

Per tutti, ma soprattutto per coloro che soffrono di asma grave, è bene chiedere il nome e l’indirizzo di un medico del luogo che potrebbe intervenire in caso di aggravamento o di crisi, ed informarsi su dove si trova l’ospedele più vicino e quale è il suo numero di telefono. Prima di partire per un viaggio, l’asmatico deve assicurarsi di avere con sè:
- la tessera sanitaria
- una sintesi della propria storia clinica rilasciata dal proprio medico curante, comprese notizie su eventuali allergie o intolleranze a farmaci (vedi Asma e fattori scatenanti)
- il proprio piano terapeutico, con le indicazioni su cosa fare ogni giorno in caso di aggravamento dei sintomi in caso di emergenza (vedi Il primo passo: conoscere la malattia)
- la lista delle medicine che si devono prendere e come si devono prendere
- la riserva delle medicine di cui si ha bisogno (calcolare qualcosa in più per gli imprevisti)
- il misuratore del picco di flusso espiratorio ed il diario del respiro (vedi Misura del respiro).
Per l’estero occorre avere anche il modello E11, che si richiede alla propria Unità Sanitaria Locale (USL). Inoltre occorre scrivere accanto al nome delle medicine che si prendono anche quello del principio attivo, dato che non tutte le medicine hanno lo stesso nome, la stessa composizione o la stessa presentazione nei vari paesi. Infine sarebbe bene avere le indicazioni scritte sul da farsi in caso di emergenza tradotte anche in inglese. In caso di ricovero ospedaliero, in molti paesi all’estero viene richiesto un deposito di moneta, o comunque una carta di credito. In paesi con un sistema sanitario come gli Stati Uniti, è bene non recarsi se non con idonea copertura assicurativa.

Quale mezzo di trasporto usare

L’auto non presenta inconvenienti, eccetto per gli asmatici allergici ai pollini che possono travarsi ad attraversare zone particolari rischiose. Per il treno, le precauzioni concernono solo coloro che sono allergici agli acari, che possono essere numerosi in taluni scompartimenti. Per i viaggi in aereo, si deve sottolineare che le zone “fumatori” sono sconsigliate, ma per fortuna si allarga sempre di più il divieto di fumare per tutti nei voli nazionali ed anche intyernazionali. A questo proposito è bene ricordare che l’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile ICAO, ha adottato una risoluzione (A29-15) che proibisce il fumo di tabacco nei voli internazionali dal 1° luglio 1996. In ogni caso è bene informarsi al momento della prenotazione e richiedere, fin dal momento dell’acquisto del biglietto, l’assegnazione di un posto non fumatori. Va ricordato che gli ambienti confinati (ad es.: treno e aeroplano) facilitano la trasmissione di infezioni respiratorie che sono uno dei principali fattori scatenanti crisi asmatiche (vedi Asma e fattori scatenanti).

Scelta dell’albergo

Va ricordato che in alcuni asmatici la camera d’albergo può essere fonte di peggioramento dell’asma. E’ causa al primo posto la polvere domestica. Tra i problemi incontrati dagli asmatici vi è anche il persistere del fumo di sigaretta nelle stanze da letto, ed è sempre più alta la richiesta di stanze (o interi piani) riservati ai non fumatori.

Asma e sport

Chi ha l’asma può svolgere ogni attività tenendo conto che sono da evitare solo gli sport che comportano rischio nel caso di interruzione o di malessere improvviso e quelli che si svolgono in ambienti o in condizioni estreme ( deltaplano, paracadutismo, alpinismo d’alta quota, sport motoristici e sport subaquei). Spesso le vacanze costituiscono il momento dell’anno durante il quale si ha maggiore tempo per dedicarsi ai propri passatempi preferiti ed in particolare allo sport. Poichè molti italiani preferiscono le vacanze al mare, spesso è il momento delle immersioni subaquee. Purtroppo questa è una delle pochissime attività alle quali un asmatico, anche se in perfetto controllo, deve rinunciare dato che può causare una crisi asmatica non controllabile nell’ambiente subaqueo.
Chi ha l’asma deve fare una vita il più possibile normale e quindi deve poter scegliere tranquillamente dove andare in villeggiatura o in vacanza.

9. L'asma e il lavoro

La problematica "Asma e lavoro" è quanto mai vasta e complessa. In questo contesto rientra in particolare l'asma professionale, cioè quella forma d'asma dovuta ad agenti specifici presenti solo nell'ambiente di lavoro. In questo fascicolo si forniscono informazioni sulla diagnosi, la terapia e la prevenzione dell'asma professionale. E' importante tuttavia sottolineare che per il paziente asmatico la sua condizione di malato cronico costituisce un'ulteriore fonte di incertezza e preoccupazione per lo svolgimento del suo lavoro o attività professionale.

Relazione tra asma e lavoro

Per i giovani asmatici e le loro famiglie l'asma può essere vissuto come un ostacolo nella ricerca di un lavoro o di primo impiego, oggi già tanto difficile. Deve essere pertanto chiaramente affermato all'attenzione del lavoratore asmatico, ma anche all'attenzione del datore di lavoro, che chi ha l'asma può, nella maggior parte dei casi, svolgere la sua attività professionale senza assenze e particolari difficoltà semprechè segua con regolarità ed attenzione le cure prescritte dal medico e le sue raccomandazioni. In molte persone, che sono già asmatiche, l'asma può peggiorare nell'ambiente di lavoro per l'esposizione a fattori scatenanti (ad esempio: sforzo fisico, infezioni). In tal caso la miglior cosa da fare, se è possibile, è evitare tali fattori scatenanti cambiando mansioni lavorative. Occorre comunque parlarne con il medico che potrà adattare il trattamento in corso. Non va tuttavia sottovalutato che un asma non diagnosticato a tempo e non curato adeguatamente può comportare complicazioni e risultare invalidante.

Asma professionale

Agenti specifici presenti solo nell'ambiente di lavoro possono provocare l'asma di un individuo. Se prima il lavoratore non era affetto da asma, allora si può parlare di "asma professionale". Questa è probabilmente la patologia polmonare professionale più frequente al mondo.

Quali mansioni lavorative sono potenzialmente a rischio?

Molti settori industriali sono potenzialmente pericolosi per il lavoratore (prodotti chimici, plastici, elettronici e farmaceutici sono alcuni esempi). Anche gli artigiani possono sviluppare asma professionale (in particolare panettieri, pasticcieri, falegnami, verniciatori).

Come si può riconoscere l'asma professionale?

Se pensate che una sostanza nell'ambiente di lavoro sia la causa della vostra malattia, prestate attenzione ai seguenti segnali:
- L'asma peggiora durante la settimana lavorativa ma non necessariamente quando vi trovate sul posto di lavoro. Anzi, spesso i sintomi della malattia si verificano o peggiorano dopo il lavoro e a volte disturbano il sonno.
- L'asma migliora quando non siete al lavoro (ci vogliono spesso molti giorni prima di notare un miglioramento).

Come si cura l'asma professionale?

La cura più efficace è rappresentata dall'allontanamento definitivo dall'agente specifico, cambiando tipo di lavoro o mansione lavorativa. Qualora, per scelte individuali, o per mancanza di alternative, questo non sia possibile, occorre usare i farmaci raccomandati per il trattamento dell'asma non professionale. (Vedi Il primo passo: conoscere la malattia).

Come si può prevenire l'asma professionale?

E' estremamente difficile rispondere a questa domanda. Esistono regole generali che possono essere applicate nel luogo di lavoro però in pratica ogni situazione individuale deve essere esaminata accuratamente dal medico. Spesso le misure di prevenzione generali non sono sufficienti.

L'asma professionale può essere indennizzato?

Qualora venga diagnosticato un asma professionale, se si lavora in un'industria, spetta al lavoratore informare della malattia il proprio datore di lavoro, che dovrà provvedere alla denuncia all'Istituto Assicuratore (INAIL); nel settore agricolo e artigiano, invece il lavoratore è esente da ogni compito in quanto spetta al medico che ha formulato la diagnosi redigere direttamente all'Istituto Assicuratore il certificato-denuncia. La legislazione italiana attuale sancisce l'indennizzo dell'asma professionale causato da alcune sostanze elencate in tabelle specifiche (v.DPR n.336, 13 aprile 1994 "Regolamento recante le nuove tabelle delle malattie professionali nell'industria e nell'agricoltura"); l'asma professionale causato da altri agenti non citati nelle tabelle suddette può essere indennizzato, ma con un processo non diretto e più difficoltoso che implica la dimostrazione da parte del lavoratore della causa professionale della sua malattia.

Conclusione

L'asma professionale presenta notevoli implicazioni per il lavoratore coinvolto, non solo dal punto di vista clinico, ma anche negli aspetti economici e della qualità di vita con conseguenze riflesso anche sui costi sanitari della comunità, facendo così di questa patologia una malattia sociale.

Il Numero Verde di FederAsma e Allergie è attivo per Pazienti e famigliari.

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